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Letteralmente significa “diverti bocca”. Spesso in Francia viene chiamato “amuse-gueule”. Da ormai molti anni viene portato in testa ai menu come piccolo benvenuto. Si differenzia dall’aperitivo in quanto non è ordinato dal cliente, ma viene offerto liberamente dallo chef in testa al menu ma anche fra un piatto e l’altro. A piacere.
Emulsione a base di merluzzo, latte e olio d'oliva, è un di quei piatti che attraversano mari e confini modificandosi di poco nei dosaggi e negli abbinamenti. Tipico di tutto il bacino Occitano, in Francia è ricca d’aglio e limone, in Liguria dove si chiama “Brandacujun”, prevede l'aggiunta di patate, prezzemolo. In Spagna, la Brandada de bacalao è più pungente e saporita mentre a Minorca è spesso servita con i carciofi.
Prima era solo la solita moda anglo dipendente, solo quell’imitare gastronomico che non corrispondeva affatto ai ritmi della nostra vita. Oggi non è più così: il Brunch (crasi tra il termine Breakfast e Lunch) è davvero entrato nel nostro stile di vita e nei menu dei ristoranti (e non più solo degli alberghi). Si mangia tutto in libertà, dal dolce al salato e viceversa, a buffet, la mattina, quando non si lavora e si è in relax.
In francese significa asfalto, catrame, ed è un aroma terziario che spesso viene rilevato in vini come il Nebbiolo, particolarmente invecchiati. Ricorda quell'odore acre del catrame caldo.
Interiora bovina, solitamente scartata, a Firenze è da secoli il ripieno di un panino che è il simbolo gastronomico della città. Si tratta del quarto stomaco del bovino, altrimenti detto l’”abomaso” composto da una parte magra, detta “gala”, e da una parte più grassa, detta “spannocchia”. Il colore del Lampredotto è violaceo e prende il nome Lampreda un’anguilla ormai scomparsa che un tempo popolava il fiume Arno.
Vitigno molto antico è coltivato solo nell’area intorno a Verduno, Roddi e La Morra, in provincia di Cuneo. Dimenticato per molto tempo trascurato, dalla metà delgi anni ’70 ha ottenuto un nuovo interesse da parte di alcuni viticoltori locali. Ne è nata una piccola Doc.
Dentro la Focaccia di Recco, quella vera, quella sfogliata a mano e con il sapore acidulo, c’è questo formaggio fresco che si può trovare unicamente in Liguria. Si tratta di una cagliata fresca leggermente acidula prodotta esclusivamente con latte dell'Appennino Ligure. Il nome, curioso e dalla pronuncia faticosa, deriva dal termine “presù” che in genovese significa caglio. La Prescinseua viene utilizzata anche nei Barbagiuai, dei ravioli di zucca fritti, tipici dell’entroterra di Ventimiglia.
È tutta nostra, italiana, la tradizione di dividere nella fase della macellazione i capi in quarti. Inizialmente la carcassa viene tagliata a metà longitudinalmente lungo la spina dorsale, ricavandone due pezzi detti “mezzene”. Poi le due metà vengono divise in due all'altezza della sesta o settima costola, ottenendo due quarti anteriori e due quarti posteriori. Tutto quello che resta, tutti gli organi interni, rappresentano il Quinto Quarto.
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