Vienna a giri di valzer


Hotel Sacher
Philharmonikerstraße 4

Demel
Kohlmarkt 14

Café Central
Corner Herrengasse / Strauchgasse

Wurstelstand am Hohen Markt (aperto fino alle 4)
Hoher Markt

Figlmuller
Wollzeile 5

Plachutta
Wollzeile 38

La città della musica, dei mille caffè, di Klimt e Schiele. Vienna, una delle più affascinanti capitali europee, non deluderà nemmeno i viaggiatori del gusto. Sacher, Tafelspitz, Wiener Schnitzel: sono le prime associazioni mentali che ogni gastro-ossessionato farà al pensiero della capitale austriaca.

La proposta gastronomica è sterminata e per tutte le tasche. Dal favoloso Steirereck di Heinz Reitbauer, a buon diritto ritenuto il miglior ristorante d’Austria, al chiosco di Wurstel di Hoher Markt, passando per gli storici caffè viennesi. Ma anche novità, come l’arrivo del già bistellato Silvio Nickol al Palais Coburg, o l’inarrestabile ascesa di Kim Kocht, chef star del panorama viennese.

Noi abbiamo sperimentato i locali più classici.

I Capitolo: Caffè e Sacher. Si sa, a Vienna i Caffè sono uno stile di vita: la cosa più bella è che l’ordine anche solo di una tazza di cioccolata calda vi autorizzerà ad occupare il tavolo per tutto il tempo che vorrete: una pacchia in questa epoca di mordi e fuggi. Il Cafè Central mantiene il fascino dei tempi d’oro, con il pianoforte al centro della sala ad allietare la sosta. Buona la pasticceria. Parlando di Sacher è però d’obbligo provare la prima e originale, quella dell’Hotel Sacher: ottima, ma penalizzata da una glassa al cioccolato resa stucchevole da un eccesso di zucchero.

Non male anche quella di Oberlaa, ma la vetta si tocca a mio avviso con Demel, buono l’impasto e favoloso il cioccolato in copertura. Senza contare che sedersi ad uno dei tavoli ed ammirare i pasticceri all’opera dietro la grande parete vetrata, come si dice, vale il prezzo del biglietto.

II Capitolo: il cibo di strada. Uno dei grossi difetti di questa città è che farete fatica a mettere qualcosa sotto i denti dopo le 22: le cucine chiudono presto. Non si vive però di soli stellati e in soccorso delle nostre pance brontolanti ci sono decine di chioschi sparsi per la città: uno piuttosto gettonato è il  Wurstelstand am Hohen Markt, aperto fino alle 4 di mattina. Varie tipologie di Wurstel, ma l’uomo temerarario ordinerà il Kasekrainer (grondante di formaggio), accompagnato da senf e pane: si può scegliere sia la versione “hot dog” sia il più tipico piattino con fetta di pane e wurstel a pezzi. Birra d’ordinanza.

Nel suo genere, un indirizzo più che consigliabile Da non perdere anche una passeggiata al Nashmarkt, uno dei mercati di Vienna più frequentati. Tra bancarelle di pesce, aceti, frutta e crauti,  è qui che Kim Kocht ha aperto una succursale del ristorante principale, il Kim Kocht Shop & Studio, dove poter comprare le sue famose salse.

Sempre bello perdersi tra i mercati cittadini, dove le contaminazioni culturali si rendono evidenti. Per gli amanti del genere, il sabato mattina è presente anche un grande mercatino delle pulci.

III Capitolo: la Wiener Schnitzel e il Tafelspitz. La giga-cotoletta: piatto del turista all’ennesima potenza. Non si può lasciare Vienna senza averne assaggiata almeno una. Da non riprovare quella di Figlmuller, di maiale e fritta nell’olio, locale storico iper-turistico che tra l’altro vanta notevoli fans su un noto portale web. Ottima invece quella di Plachutta, di vitello e fritta nel burro chiarificato. La stessa proprietà ha anche aperto un locale (Plachuttas Gasthaus zur Oper) dedicato a questa storica preparazione.

Da Plachutta notevole anche il Tafelspitz, il piatto più amato dall’imperatore Franz Joseph I. Un bollito da gustare secondo una ritualità ben precisa: prima il brodo caldo, poi il midollo spalmato sul pane ed infine la carne, da abbinare a spinaci, rosti di patate, salsa di mele al rafano e salsa all’erba cipollina. Tutto ottimo, non sempre i locali “turistici” regalano brutte sorprese.

Un altro giro di valzer?

Se cercate un posto dove dormire, noi siamo stati qui.


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