Tweet Vinitaly (day one): i migliori assaggi
Mi sveglio presto. Ho tempo per una passeggiata sulle rive del Lago di Garda prima che mi vengano a prendere. Ho fissato con un amico e collega dell’Espresso per fare una macchina sola guidata da un paio di giovani produttori.
Siamo tutti un po’ sofferenti per la notte precedente e le code che incotriamo subito da Peschiera del Garda non aiutano certo: Verona, come ogni anno, è sotto assalto per via del Vinitaly, la seconda fiera più grande d’Italia. La prima resta il Motor Show di Bologna.
Parcheggiamo tatticamente ad un chilometro dalla fiera per evitare l’assalto ai parcheggi e, soprattutto, le code per uscirne la sera. Nonostante arriviamo prima dell’apertura dei cancelli. Saluto i miei compagni di viaggio e vado per fare l’accredito stampa. Nel frattempo vedo una coda gigante di persone pronte per entrare.
Voglio twittare i miei assaggi migliori, in tempo reale. E verifico che l’account ufficiale di Vinitaly su Twitter NON esiste. Assurdo!
Faccio veloce, filo dritto al padiglione dei vini naturali, il ViViT. Mi faccio un’oretta di assaggi strepitosi nel silenzio e nel fresco della mattina senza l’assalto dei quasi 200.000 visitatori o degli oltre 2500 colleghi spalmati nei quasi 100.000mq.

Comincio con una delle più strepitose cantine veronesi e potrei dire d’Italia: (Tweet 1) Monte dall’Ora. Ma come cominci da un Amarone? Sì, meglio di qualunque caffè.
Parto con l’assaggio del Valpolicella Superiore croccante e sprintoso. Passo all’Amarone 2004 Stropa densissimo, setoso con profumi di pepe e tabacco e così intenso! Infine il Recioto Sant’ Ulderico Recioto 2007 con la sua dolcezza e mineralità pepata così dissetanti.

Tweet 2. Vosne-Romanée 1er Cru Les Suchots 2009 di Domaine Prieure-Roch: un grande Pinot Nero di un grande vigneto pepatissimo, dal frutto leggiadro e dall’aromaticità sospinta. Aggiungo cuoiosa e un po’ animale.

Tweet 3. Il Vermentino 2010 petrolioso, per niente scontato, freschissimo e minerale di Tenuta La Ghiaia accanto al Syrah 2010 della Fattoria Kappa, ricco di frutti a bacca nera, succoso con un bel registro tannico mornido ma reattivo.

Tweet 4. Un altro bel Syrah, pepatissimo e carnoso di Podere Còncori: Melograno 2010

Tweet 5. Uno dei Brunello di Montalcino 2007 che più mi è piaciuto quest’anno: il Paradiso di Manfredi. Giusto un assaggino per verificare di averci visto bene al Benvenuto Brunello: paprika, cuoio, tartufi, amarene su un tessuto minerale, teso e scattante. Buonissimo.
Tweet 6. Una fermatina da un grande Alsaziano biodinamico: Pierre Frick. Oltre agli assaggi dei sorprendenti vini con zero solfiti, tra cui spiccava il Riesling 2005, il vino che forse mi è piacituto di più è stato il Riesling Grand Cru Vorbourg 2005: già con una bella dose di petrolio, di albicocche e sensazioni rocciose a soli €12!!!
Tweet 7. Proseguo con una serie di assaggi tra cui segnalo il Pinot Nero Riserva 2009 di Stroblhof che concilia ad un naso austero per niente banale, un palato di struttura che quasi non fa pensare all’Alto Adige!

Tweet 8. Un ultimo vino prima del pranzo che mi è piacituo moltissimo è stato l’elegantissimo, generoso e profumato Fidenzio 2007: Cabernet Sauvignon/Cabernet Franc e un pizzico di Merlot di Podere San Luigi.
A questo punto sono con un’ora di ritardo sul mio appuntamento per il pranzo. Tra uno stand ed un altro al vinitaly si incappa in mille persone da salutare.
Le temperature cominciano a salire. Fuori ci saranno 25°C! Sono tutti in maglietta e dentro? Dentro forse di più! In alcuni padiglioni davvero non si respira.
Per fortuna che il Pranzo nello Stand dei Cecchi è ben concepito con una serie infinita di finger food preparati dal Ristorante Da Vittorio accompagnati dalle etichette dei due fratelli di Castellina. Per via del caldo la Vernaccia di SanGimignano Montauto 2011 con il suo succo di limone e lime sembrava il vino più gettonato. Tra i piatti migliori: il risotto e il mini hamburger dei quali ho fatto svariati bis.
Da questo punto in poi i network telefonici al Vinitaly vanno in black-out! Basta tweet, basta Facebook, basta spedire articoli e basta messaggini per trovarsi nei vari padiglioni, tutto tace!
Incontro ancora qualche vecchio amico, proseguo nei miei assaggi e poi scappo via dal caldo infernale e dalla orda di visitatori che verso le quattro cominciavano già a sdraiarsi fuori dai padiglioni!
Un paio di chilometri a piedi e raggiungo la stazione centrale. Monto sul treno per Milano, stipato come una sardina. Patisco in silenzio sapendo che la mia è la prima fermata. A soli 15 km, a Peschiera del Garda, il mondo sembra non curarsi del frastuono e del baccano di Verona Fiera. Qui si vedono solamente tranquille famigliole tedesche e coppie di anziani danesi a godersi questo anticipo di primavera sulle sponde silenziose del Lago di Garda.
Passo oltre, tiro dritto verso il mio appartamento, di corsa per fare la doccia e andare a cena in Valpolicella. Poi mi fermo a guardare il lago, sento tutta la stanchezza di una giornata iniziata molto presto e decido di fermarmi anche io per un’oretta di villeggiatura.
Domani è un altro giorno si vedrà!

Foto (IPhone) di Filippo Bartolotta
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Grazie
Il piacere è tutto mio!