Sciopero dei trasporti in Sicilia: la ristorazione in ginocchio

Da una settimana il blocco dei trasporti siciliani sta paralizzando l’intera isola. La protesta mossa dal “Movimento dei forconi” e decisa a lasciare un segno nell’irrefrenabile corsa all’aumento del prezzo dei carburanti, ha bloccato tutto il sistema agroalimentare dell’isola. Tutta la frutta e verdura viene buttata e non arriva ai mercati, il latte non viene distribuito e i supermercati sono ormai vuoti.
Pino Cuttaia, del ristorante La Madia di Licata ci racconta che questa situazione lo ha fatto riflettere su quanto i ristoratori sono in fondo vulnerabili, fragili. “I pescatori che mi forniscono non vanno più in mare perché costa troppo, i clienti non arrivano a Licata perché tutti i benzinai sono svuotati e la situazione sta diventando pesante”. “Meno male che siamo in bassa stagione e che la perdita è relativamente piccola: per una realtà come la mia, un evento come questo in alta stagione sarebbe un vero disastro”.
Andrea Graziano, proprietario del Sale Art Café di Catania, si sta ingegnando per trovare soluzioni alternative. Visto che ai blocchi le macchine vengo fermate e se trovate cariche di merce alimentare o casse di vino vengono bloccate, ha deciso di avvalersi di un servizio di Bike express e corre nei vari angoli della città in cerca dell’ultima rucola e di qualche cesto di insalata rimasto.
Ciccio Sultano è andato sapientemente in ferie fino al 22 gennaio. E ha fatto la scelta giusta.
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Gentile GG,
sono un’accanita ed entusiasta sostenitrice del vostro lavoro ma,
questa volta, mi permetto di dissentire dalla vostra analisi.
Quello che sta accadendo in Sicilia, è qualcosa di straordinario.
Anch’io, dopo l’iniziale sospetto che fosse, esclusivamente, una manifestazione “manovrata politicamente”, mi trovo a sostenere le loro ragioni ed a condividerle.
La Sicilia è una terra piena di contrasti, ma meravigliosa; e con delle eccellenze e delle “isole felici”, spesso più note al di là dello Stretto che non ai siciliani stessi.
Sarebbe bello che questi “ambasciatori” del buon gusto, solidarizzassero con le ragioni dei manifestanti. E se qualche giorno di disagio, significasse un futuro migliore per i giovani siciliani a cui oggi un futuro è negato , ne sarebbe valsa certamente la pena.
Hanno votato per quaranta anni MAFIA E DC poi per altri venti MAFIA E BERLUSCONI. Come Regione Autonoma hanno sempre ricevuto una marea di contributi dallo stato che hanno sperperato e regalato alla Mafia e alla politica ( vai a vedere quanto prende di stipendio un COMMESSO della Regione Sicilia e poi fammi sapere) ora si ritrovano col culo per terra e con le casse a secco e vengono a protestare ?
Adesso scoprono l’antipolitica e la protesta …..
Questa vandea populista, qualunquista e becera è troppo inquinata per essere credibile!!!!!!!