Robert Parker lascia il trono

Robert Parker, che vedete nella foto, ha designato il suo erede che è un americano di origini italiane, Antonio Galloni.
Lo scrive oggi sul Corriere della sera Luciano Ferraro, ne aveva scritto già Cernilli nel suo blog il 15 febbraio – con un’autocitazione memorabile – ma la voce circolava da mesi e Galloni conferma a Ferraro che la designazione è avvenuta già un anno fa.
E’ un passaggio di consegne storico, non tanto perché Galloni sarà un altro Parker, ma perché questo scambio di testimone segna la fine di un’epoca.
Gli esordi del critico americano sono stati rivoluzionari perché ha ribaltato il modo di valutare i Bordeaux, “inventando” il super enologo, Michel Rolland, e diventando la pietra di paragone del mercato internazionale e di quello Usa che allora era nascente.
Il Gambero Rosso nasceva quasi contemporaneamente a lui e la sua rivista The Wine Advocate subito arrivò in redazione assieme a Wine Spectator, non quello in formato rivista patinata che tutti conoscono, ma nel formato rivista californiana alternativa, che costava $ 1,75
Parker è il protagonista in negativo del film Mondovino, di Nossiter, film che è del 2004 e dà bene l’idea di quale fenomeno fosse ormai il critico americano, anche se il film è poco obiettivo perché i produttori di Bordeaux sono accusati di essersi piegati a Parker e al suo gusto per avere alti punteggi e vendere i loro vini in Usa e nei nuovi mercati asiatici, Giappone, Taiwan, Singapore.
Antonio Galloni ha 41 anni, proviene dal mondo della finanza ma in famiglia, americani di origine italiana, il vino è importante perché i genitori hanno un’enoteca.
Per questo alla finanza e Milano, dove per tre anni lavora, preferisce il ritorno negli Usa e l’inizio, nel 2004, di una pubblicazione online Piedmont Report che Parker nota coinvolgendolo nella redazione della sua famosa e potente newsletter The Wine Advocate.
Per Parker inizierà occupandosi di Italia e Champagne, è il 2006.
Galloni incomincia così una nuova carriera, si afferma come ottimo palato e dà giudizi equilibrati, quest’anno la consacrazione.
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Proprio oggi ne avevo dato notizia ufficiosa agli studenti di Alma a Bologna. Visto che Galloni preferisce vini piú eleganti e meno robusti, speriamo che i vini italiani possano cominciare ad avere il peso che meritano.