Noi pastari


Noi che amiamo la pasta, che non riusciamo a rinunciare “al primo” quando si va al ristorante, noi che in modo quasi sfottente veniamo definiti dei pastari.
Quando si è discusso dell’organizzazione di una manifestazione sulla pasta io ho detto subito sì perché penso che la pasta e tutti i piatti e le ricette dedicati alla pasta rappresentino la più pura tradizione italiana, siano parte di noi e possano essere anche un pranzo completo, cosa che, in tempi di crisi, non è poi male.
Non faccio differenza tra pasta secca e pasta fresca e, certo, se penso a un piatto di tagliatelle fatte espresse e poi condite col ragù, penso al piatto della mia giovinezza e il ricordo va alle tagliatelle di Mirella Cantarelli.

Ma ricordo anche una pasta, gli spaghetti con le vongole che Pierangelini, che lui ci preparava alle due del pomeriggio, unici clienti del ristorante e di ritorno dal mare. La salsedine addosso, il caldo e il silenzio, un bicchiere di vino bianco fresco e il piatto di pasta. Poi doccia, ombra e letture.
Perché il vero pastaro, passato il periodo della quantità, ama della pasta le cotture, i condimenti ma anche i ricordi legati a un determinato piatto.

E così come dimenticare quel piatto anni ’70, le tagliatelle salsicce e fagioli di Tassi, a Bondeno?
E le tagliatelle con l’ortica di Gigiolè, a Brisighella, e gli agnolotti di Lidia Alciati del ristorante Guido di Costigliole d’Asti?
E arrivando ai giorni nostri come posso non andare all’Osteria Bottega, quando sono a Bologna, per mangiare quelle succulente e libidinose lasagne?
Per questo noi che amiamo la pasta andremo a Gragnano a mangiare a Pasta

Commenti

  1. [1] Elisia Menduni

    Invece io trovo che la differenza tra pasta fresca e pasta di grano duro sia abissale.
    Non riesco a considerarli uguali e non fare differenza.
    La pasta fresca è femminile, morbida e delicata. La pasta di semola è maschile, tradizione familiare, vento, acqua e tempo.

    9 giugno 2012 alle 03:15 | Rispondi
    • Un bel gioco la pasta di genere ovvero che genere di pasta:
      Pasta fresca maschile: gnocco, cazzariello, fusillo, pacchero, tagliariello, strascenato etc
      Pasta fresca femminile: lasagna, lavanella, tagliarella, farfalla, orecchietta, etc.
      pasta secca maschile: zito, zitone, bucatino, mezzaniello, spaghetto, vermicello, sturtariello, tripulino, tubettiello, tubettone,
      pasta secca femminile: coccolecchia, stellina, lasagna riccia, linguina, fettuccia, fetticcella etc.
      pasta secca transgender: manfredi detta anche mafalda etc etc.
      Ohibò, ma è solo un divertimento Elisia. Ah Ah.
      In bocca a’ pasta.

      9 giugno 2012 alle 15:12 | Rispondi
      • [] Carmine Capacchione

        La pasta fresca è femminile come le mani che la impastano, la stendono, le danno forma. Indimenticabili i fusilli al ferro che mia nonna Antonia nel silenzio della domenica mattina preparava mentre gli altri ancora dormivano. Senza dubbio il mio piatto della memoria.

        10 giugno 2012 alle 10:58 | Rispondi
  2. [2] Maurizio Cortese

    Visto che ‘a pasta si farà in costiera per me i due piatti della memoria sono: il Vesuvio di rigatoni, piatto simbolo del Don Alfonso, e gli spaghetti con le zucchine, che solo a Nerano sanno fare.

    9 giugno 2012 alle 10:34 | Rispondi
    • [] Stefano Bonilli

      Anche io ho il ricordo degli spaghetti con le zucchine dello Scoglio ma dopo che le donne della casa si sono offese per una recensione, neppure fatta da noi ma da Bocchetti, mi sono reso conto che la qualità umana delle signore dello Scoglio non è delle migliori e per solidarietà a te viste le scortesie che ti hanno fatto dopo i tuoi 30 anni di frequentazione, non ci metterò più piede.
      Certo, resta il ricordo del piatto, ma per fortuna a Marina del Cantone gli spaghetti con le zucchine li fanno bene anche altri.

      9 giugno 2012 alle 11:23 | Rispondi
      • [] Maurizio Cortese

        Grazie per la solidarietà, Stefano, per me è stata sicuramente una brutta storia.

        9 giugno 2012 alle 17:30 | Rispondi
  3. [3] danilo giaffreda

    Per me pugliese di mare la pasta per antonomasia sono sempre stati gli spaghetti con le cozze, non in rosso ma in bianco con un accenno di pomodoro fresco. Ora non vedo l’ora di assaggiare i mitici spaghetti con il cipollotto e peperoncino che un caro amico milanese, gran frequentatore di Aimo e Nadia, mi ha decantato per anni e che, per un motivo o per l’altro, non sono mai riuscito a provare. Ottima idea quella di proporre questo classico intramontabile.

    9 giugno 2012 alle 19:57 | Rispondi
  4. [4] Elisia Menduni

    @Tommaso: geniale!!!

    10 giugno 2012 alle 11:44 | Rispondi
  5. [5] Sonia

    Sottoscrivo: brillantissimo T. Esposito !

    12 giugno 2012 alle 11:59 | Rispondi

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