Monti e il riso in bianco
In principio fu Lo mejor de la gastronomia, a San Sebastian – attenzione, non quello di adesso, parliamo di dieci anni fa – il congresso dove i cuochi italiani erano accolti con lo stesso calore degli spagnoli e sul palco del Kursal si alternavano Cracco, Scabin, Lopriore, Bottura, Crippa, Esposito, Valazza, Cedroni, Russo, Bartolini, Marchesi, Pierangelini, Cerea.
E’ stato il decennio dei viaggi all’estero dei nostri cuochi per farsi conoscere e per conoscere, della scalata nelle classifiche delle guide, prima quelle nazionali e poi negli ultimi anni in quella del The World’s 50 Best.
Nel frattempo i congressi di gastronomia perdevano di appeal anche perché le manifestazioni si moltiplicavano ma allo scoppio della crisi del 2008 il grande spettacolo della cucina si è inceppato e a livello internazionale sono rimasti aperti pochi congressi gastronomici.
Uno dei più ricchi perché con grandi contributi statali e decine di sponsor è Madrid Fusion, di cui parla Elisia Menduni.
Gli spagnoli hanno capito che la gastronomia e il turismo sono strettamente connessi, lo hanno capito da una decina di anni e oggi, anche in presenza di una crisi economica pesantissima che colpisce la Spagna, continuano a puntare su questo settore, come ha detto il ministro che ha inaugurato il salone.
In Italia la gastronomia è orfana, Identità Golose è un’iniziativa privata e Vinitaly è monotematica.
Noi, che abbiamo una delle cucine migliori e più famose del mondo, continuiamo a non capire che la Cappella Sistina e l’Amatriciana stanno insieme perché il turismo internazionale vuole consumare arte e cibo, cultura materiale e cultura tout court.
Tutti i governi, destra o sinistra non importa, hanno sempre guardato con distacco cucina e vini, gastronomia e mondo gourmet, trattati ai limiti del folclore al contrario di ciò che si fa in Francia da sempre e in Spagna da un decennio e più.
Proprio nei momenti di crisi bisognerebbe avere la forza di innovare ma temo che Monti mangi riso in bianco, e non Vialone Nano.
| Tweet |
Commenti
Lascia un commento
Devi effettuare il login per commentare. Se sei un nuovo utente, devi prima registrarti.
E’ facile e gratuito.
iPad e iPhone sono di gran lunga i due mobile device più usati per leggere la Gazzetta Gastronomica. Lontano,… >>
Ho visto pochi articoli con la notizia che il Consiglio di Stato ha annullato la graduatoria di una gara… >>
Di alberghi non si parla mai, sembra che non interessino a nessuno, oppure se ne parla per i prezzi delle… >>
Intervenendo sul paperogiallo Antonio Scuteri di Repubblica parla dei blog che si occupano dei ristoranti e dice che, nonostante… >>
Francesco Piccolo su La lettura, il settimanale allegato al Corriere della sera della domenica, scrive a proposito della resistenza… >>
Bob Noto ci ha scritto una mail per avvisare che il ristorante Alain Chapel ha chiuso. Dopo la morte… >>
È curioso perché la situazione sembra essere esattamente speculare, in Spagna e in Italia. Mi sembra che lì da voi (Italia) ci sia più cultura gastronomica, se vuoi anche in senso lato, nella vita quotidiana dei singoli individui, ma mancano le azioni di livello istituzionale. Qui da noi (Spagna) le istituzioni appoggiano ma c’è un deserto a livello personale e locale di conoscenza e gusto (penso soprattutto a questioni di produzione degli almenti). Gli spagnoli non fanno alto che citare gli italiani come geni delle vendite e del marketing, del packaging e dell’esportazione – li citano ma, non so come mai, non sono capaci di imparare da loro o perlomeno imitarli.
Come sempre, è una questione di giusto mezzo: apprezzare quel che si ha (e a volte un occhio esterno è di aiuto), riconoscere i problemi, agire dove è possibile.
E’ vero quello che dici, infatti io cito la Spagna come esempio dell’intervento statale e regionale di appoggio alla gastronomia come leva per il turismo.
Noi, ricchi e viziati quanto ad arte e gastronomia, pensiamo che sia sufficiente avere un 50% del patrimonio artistico mondiale, un artigianato alimentare unico al mondo e una tradizione della cucina e della gastronomia fuori dal comune per vincere la competizione mondiale del turismo.
E invece la Francia è lassù, in cima alla classifica, la Spagna è nei primi tre posti e noi andiamo indietro.
I nostri governi non hanno idea di cosa sia la nostra enogastronomia e quanto pesi a livello internazionale.
Monti mangia sicuramente riso precotto, e non lo sa neanche, non se ne rende conto.