Mein Berlin


Fischers Fritz
Charlottenstrasse 49
10117 Berlino
Tel. +49 30 20336363

Fassbender & Rausch
Wolframstrasse 95/96
12105 Berlino
Tel. +49 30 20458440

Zur Letzten Instanz
Waisenstrasse 14/16
10179 Berlino
Tel. +49 30 2425528

Adina Apartment Hotel Berlin
An der Spandauer Bruecke 11
10178 Berlino
Tel. +49 30 2096980

Ristorante Neu
Oranienburgerstrasse 32
10117 Berlino
Tel. +49 30 66408427

Girare per le strade di Berlino lascia capire quanto sia difficile districarsi nel panorama gastronomico della capitale tedesca.

Una moltitudine di ristoranti, di ogni etnia, figlia soprattutto dei flussi migratori, che si sono ben radicati in città agevolati anche dal vuoto lasciato dalla cucina tedesca, notoriamente non delle più felici.

Il ristorante più blasonato, due stelle Michelin, confermate già da qualche anno grazie allo chef Christian Lohse, è il Fischers Fritz del lussuoso Hotel Regent, che si trova sulla Charlottenstrasse, la parallela della Friedrichstrasse, la strada delle griffe che scimmiotta in malo modo la 5th Avenue di New York.

In un’atmosfera classico elegante il locale rispetta in pieno tutti i crismi del ristorante di caratura internazionale, dal servizio, molto preciso e accorto, alla ricca carta dei vini, Germania, Austria e Francia in prima linea.

In una Berlino con pochissimi “saldi” affissi ai negozi, il Fischers Fritz invece propone un pranzo low cost, con la possibilità di prendere un solo piatto a 24,00 Euro, due a 35,00 e tre a 47,00.

Ecco i piatti che abbiamo provato:

Sautè di calamaretti, shimeji, enoki e coriandolo

Aspic di Zampe di montone, fave, ravanelli e crème fraiche

Uovo Onsen Poché con fagiolini e salsa di aragosta

Cassoulet di merluzzo su salsa di fagiolini verdi

Confit di baccalà con couscous, salsa di ribes e sale al limone

Mousse di Earl Grey tea e cioccolato al latte Tanariva, Granny Smith e gelato di zabaione

Bread-and-butter-pudding con essenza di rabarbaro, sorbetto di panna acida e timo

Escluso i dolci, non particolarmente riusciti, il resto dei piatti, tutti ben equilibrati, sono piaciuti molto.

Uscendo dal ristorante, pochi isolati più avanti, c’è la Chocolate House più grande della Germania e forse d’Europa, Fassbender & Rausch.

Due piani, il secondo dedicato al ristorante, dove ci sono in bella mostra sculture di ogni tipo, come il fantastico Titanic esposto in vetrina e una miriade di oggetti di vario genere eseguiti con cioccolato proveniente soprattutto dalle piantagioni del centro America.

Grazie al più famoso dei social network, mentre ero a Berlino, un caro amico blogger, Fabrizio Cioffi, che conosce molto bene la capitale tedesca, mi consigliava un ristorante storico, “dove si mangia il miglior stinco della città”.

Il Zur Letzten Instanz è uno di quei luoghi da non perdere, trasuda storia da ogni centimetro, a prescindere dalla bontà del cibo. Pare sia stato il ristorante preferito di Napoleone e venendo ai giorni nostri, anche della Merkel.

Ottimo lo stinco e la zuppa del giorno. Prezzi abbordabilissimi.

Per quanto riguarda la ricezione alberghiera, a Berlino, c’è l’imbarazzo della scelta e non potrebbe essere altrimenti trattandosi di una grande capitale europea.

Noi abbiamo provato Adina Apartments, ottimo per la posizione, a due passi dalla fermata della metropolitana, oltre che per il felice rapporto qualità/prezzo. D’altronde su Trip Advisor, molto più affidabile sulle strutture alberghiere che per i ristoranti, le recensioni erano tutte più che positive (al diciottesimo posto su 661 hotel selezionati).

Camere molto spaziose, ben arredate, bagni perfetti nei minimi particolari, una piccola SPA con sauna e quattro minipiscine idromassaggio circolari, palestra, oltre alla possibilità del garage a 20,00 euro al giorno.

I difetti si possono circoscrivere nel wi – fi gratuito solo nella hall, a pagamento in camera, e nella colazione non inclusa nel prezzo. Venti euro a persona sono troppi, magari non per i clienti tedeschi che mangiano di tutto a colazione. Problema che si può facilmente risolvere per la presenza di una mini cucina presente in tutti gli appartamenti.

A cinque minuti a piedi dall’Adina un altro indirizzo da non trascurare, il ristorante Neu, segnalato sulla guida Michelin con il simbolo Bib Gourmand.

In un ambiente sobrio, con un servizio informale, si possono provare degli ottimi piatti con un menu a sorpresa per 50,00 euro. Molto piacevole la degustazione di birre che ha accompagnato la nostra cena.

 

Altre dritte su Berlino?

Un albergo intelligente in città?

Un parrucchiere pasticcere dove provare un buonissimo croissant?

Un ristorante fusion?

O un folle itinerario alla ricerca del migliore curry wurst in città?

Commenti

  1. [1] Carmine Capacchione

    Il nome del ristorante stellato è preso da un famoso scioglilingua tedesco:
    Fischers Fritz fischt frische Fische; frische Fische fischt Fischers Fritz
    Simpatico vero?

    21 febbraio 2012 alle 15:57 |
  2. E come non citare gli ultimi 2 piani del Ka De We, col meglio della produzione enogastronomica teutonica?! Io personalmente ci faccio grosse scorpacciate di Bratwurst, confezionati sottovuoto e pratici da portare in Italia.

    21 febbraio 2012 alle 16:19 |
    • [] Maurizio Cortese

      Ci sono stato, Fabrizio. Vorrei dedicare al Ka De We un post a parte tante e tante le cose che ho visto. In pratica ho trascorso lì una giornata intera.
      Grazie ancora per il prezioso consiglio, il “Zur Letzten Instanz” è il primo posto che consiglierei a un amico in viaggio a Berlino.

      21 febbraio 2012 alle 18:03 |
  3. [3] Giampiero Prozzo

    Mi sa che in Germania ci tornerai spesso Maurizio… perchè è una nazione gastronomicamente interessantissima contrariamente a quello che si pensa comunemente. Ho la fortuna di frequentarla spesso avendo parenti vicino Francoforte e grazie a loro ho potuto scoprire un mondo davvero sorprendente.
    Solo le infinite varietà di Wurst meritano il viaggio…

    21 febbraio 2012 alle 18:20 |
  4. [4] Elisia Menduni

    ma la filastrocca Fischers Fritz fischt frische Fische,
    frische Fische fischt Fischers Fritz… la conosci???

    21 febbraio 2012 alle 20:27 |
    • [] Carmine Capacchione

      Mi sa che hai esagerato col vino oggi a casa Cortese o semplicemente ti è sfuggito il mio commento! :-)

      21 febbraio 2012 alle 21:41 |
  5. [5] Elisia Menduni

    Oggi solo genovese e lasagne (io non ho bevuto) ma ho lasciato il commento via Iphone e non ho letto i commenti!!!!

    21 febbraio 2012 alle 23:40 |
  6. [6] Maurizio Cortese

    Non conosco questa filastrocca, a stento rimango attratto da quelle italiane :-)
    @ Giampiero: non conosco a fondo la cucina tedesca, ma credo che la differenza principale fra la loro e la nostra stia proprio alla base, nei prodotti. Sarà principalmente per il clima, ma credo che confrontando la bontà, la varietà, dei nostri con i loro ci passi l’abisso.

    22 febbraio 2012 alle 08:33 |
  7. [7] GUIDOPELLE

    Del Fischers Fritz non ho un buon ricordo e le 2 stelle Michelin sono assolutamente immeritate. Per me i migliori ristoranti di Berlino sono “TIM RAUE”, “REINSTOFF” e il “LORENZ ADLON” del bellissimo Hotel Adlon.

    22 febbraio 2012 alle 13:25 |

Lascia un commento

Devi effettuare il login per commentare. Se sei un nuovo utente, devi prima registrarti.
E’ facile e gratuito.

025

Mein Berlin di Maurizio Cortese

Girare per le strade di Berlino lascia capire quanto sia… >>

Lucania

Lucania felix di Maurizio Cortese

“Ma quando mai, l’aglianico non è il nebbiolo del sud,… >>

Le spuntature d'agnello al sugo di pomodoro con maggiorana e timo

Iniziazione alla Teramo golosa: l’Osteria degli Ulivi di Giulia Marruccelli

Fino a poco tempo fa l’Abruzzo per me era una… >>

Aamann's, il vassoio del pane

Non si vive di solo Noma a Copenaghen, o forse sì? di Alberto Cauzzi

Nella mia tre giorni di scorribande in terra vichinga ho… >>

Norcia - Piazza San Benedetto

Intorno alla Forca Canapine di Carlo Cappelletti

Non mi sorprende affatto che lo spicchio di Appennino ritagliato… >>

Birrificio Menaresta : le birre

Brianza operosa? Sì, ma anche golosa di Alberto Cauzzi

La Brianza è diventata la mia terra di adozione ormai… >>