Live East, Die Young


Photo @ Per-Anders Jorgensen

Intro

East London è un ghetto di beatitudine nel casino londinese, un posto in cui il menefreghismo e l’antica arte del farsi i cazzi propri è ancora tramandata fra generazioni.
Brick Lane è mondialmente conosciuta come la catwalk dell’orrido, qui la gente si veste come capita. Ma poco importa, basta sentirsi bene nei propri abiti per essere riconosciuto come east-londoner. È lecito anche andare in giro in pigiama alla ricerca di una colazione d’emergenza in una giornata di hangover, anche perché qui si mangia discretamente bene a qualsiasi ora e senza spendere un capitale. C’è un senso di strafottente immortalità che aleggia nello spirito di East London e che rende ogni azione, anche la più insensata, intelligente e necessaria. Tutto quello che non puoi fare altrove, qui è lecito ed è riconosciuto dall’intera comunità. Ragione per cui non esisteva altro posto al mondo in cui James Lowe e Isaac McHale, duo di cuochi conosciuto con il nickname di Young Turks, potessero aprire il loro “pop-up restaurant” fra ottobre ed aprile scorso. Un luogo in cui poter cucinare quello che volevano senza alcuno scopo se non quello di divertirsi e fare da mangiare alle persone che conoscevano, in un ristorante nascosto al primo piano di un english pub su Commercial Street. Beata innocenza, beata giovinezza, fino a quando i soldi non servono per costruirsi un futuro e a mantenere una famiglia si può fare ciò che si vuole senza guardare al domani e venerando il dio Gin/Tonic.

Gli Young Turks si sono formati nel duemiladieci. Inizialmente oltre a Isaac e James anche Ben Greeno, ora chef del Momouku Seiobo di Sydney, faceva parte del guppo. Al tempo i ragazzi erano appena usciti da esperienze in alcune delle cucine più innovative d’Europa (St. John Bread and Wine, Sat Bains e Noma fra altri) ed avevano fame di cambiare la cucina inglese, creare una scissione con la nuova generazione di cuochi della corona della regina Elisabetta II. Ecco perché ereditare il nome storico  “Young Turks”, gruppo politico ottomano divenuto ormai bandiera di modernizzazione (magari un po’ sanguinaria, ma tutto sommato si parla di cuochi e cucina…).

Sabato 28 aprile 2012
Ore 21 e 30
Brick Lane – East London

L’ultimo spettacolo degli Young Turks al Ten Bells, pub affollato dell’est londinese, era già cominciato da qualche ora. Eravamo in ritardo, ma chissenefrega. Il tempo di lanciare la valigia nella camera affittata a Brick Lane, prendere le chiavi dalla proprietaria, inviare un paio di tweet per avvisare il nostro imminente arrivo, ed ecco che correvamo sotto la costante ed interminabile pioggia londinese per raggiungere il ristorante degli Young Turks.

Pochi minuti passati a maledire i black cabs che schizzavano l’acqua delle pozzanghere sui passanti ed ecco che ci facevamo spazio fra folla del Ten Bells. I londinesi, loro, ridevano ed urlavano su un sottofondo di Brit Rock, innalzando pinte di Ale per festeggiare l’arrivato week-end. Noi eravamo lì per un altro motivo, con lo sguardo cercavamo l’insegna al neon anni ’80 che indicava la direzione per arrivare al ristorante nascosto, neanche stessimo cercando uno speakeasy ai tempi della proibizione.

Una piccola porta in fondo al Pub con un adesivo “employees only” invitava (senza successo) i clienti a girare i tacchi ed andare altrove… il cartello “Live East, Die Young” salendo la rampa di scale dava un primo benvenuto al ristorante, il secondo lo dava l’Hendricks Tonic servito direttamente in mano appena entrati in una sala illuminata quasi esclusivamente da candele piantate in bottiglie piantate in bottiglie di Gin Hendricks, in cui i tavoli erano comuni ed i commensali ubriachi, eravamo a casa nostra.

Trentanove pound per un menu di otto portate e per vivere la fine di un ristorante. Sciocchezze, spesi bene dal primo all’ultimo centesimo. Soprattutto quando una delle portate era una costoletta di Dexter Beef di quindici mesi e maturata per tre settimane. Il Dexter beef… eroe indiscusso della serata, la prima cosa che abbiamo detto all’unisono a James ed Isaac una volta usciti dalla cucina è stata “Dexter for President”. Non un solo piatto di quelli che abbiamo mangiato quella sera aveva un margine di guadagno che potesse permettere di mantenere tutta l’equipe del “Young Turks @ Ten Bells”, per mesi i ragazzi si sono divertiti, hanno tirato fuori un progetto che potesse mettere su di loro i riflettori senza fare cose straordinarie, ma molto semplicemente quello che volevano e di cui erano capaci. Isaac e James, da modernisti degni di questo nome, hanno preferito il progresso (modo alternativo di chiamare il cazzeggio) al guadagno ed hanno creato per pochi mesi un ristorante incredibilmente divertente in piena East London. In nome della corona della cucina britannica, in nome del presidente Dexter.

Fuori dalle finestre la pioggia continuava a battere incessantemente sull’asfalto di Commercial Street. Poco ce ne importava, il gin Hendricks si era ormai impossessato dei nostri destini, il modo migliore per concludere la serata, chiudere un ristorante, e per cominciare un nuovo capitolo per Isaac e James.

Sipario

Dopo qualche settimana di pausa, i ragazzi sono ormai tornati in azione. Mentre Isaac ha aperto il suo ristorante, “l’Upstairs at Ten Bells”, James gira vagabondo fra Asia, Europa e Centro America prima di tornare in cucina. I loro destini possono anche essersi divisi, ma la loro testa ed il loro spirito rimarrà sempre il solito: rivoluzionario, progressista… turco!

P.S: Come bonus, eccol il link al video che Isaac e James hanno presentato durante l’Omnivore World Tour di Parigi dello scorso febbraio. un modo come un altro di rivivere l’atmosfera del Ten Bells

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