Le 10 migliori pizzerie di Napoli

Quand’è che una pizza è buona?
Quando c’è un equilibrio armonico tra pasta, pomodoro, mozzarella e olio d’oliva.
Parliamo della pizza napoletana perché questa è la sua patria di origine, croccante esternamente ma lievitata, quasi cremosa alla masticazione.
Negli ultimi anni, anche per colpa nostra, è esplosa la gara per “scoprire” il miglior pizzaiolo e tutti i professionisti napoletani più in vista hanno partecipato alla competizione, magari appoggiandosi anche a facebook e ai blog con più audience.
E così se fino a tre anni fa nessuno al di fuori di Napoli sarebbe stato in grado di fare dei nomi che non fossero Il Presidente o Ciro, oggi si assiste al patronage di questo o quel pizzaiolo da parte di vari blog, Dissapore ha organizzato un simil campionato e Identità Golose ha aperto le porte ai pizzaioli e tutti hanno una loro classifica bella e pronta.
E allora ecco la nostra tenendo conto dei consigli di Maurizio Cortese:
1) Enzo Coccia-La Notizia
2) Ciro Salvo
3) Pepe a Caiazzo
4) Gino Sorbillo
5) Salvo a San Giorgio a Cremano
6) Di Matteo
7) Presidente
8) Starita a Mater Dei
9) Umberto a Chiaia
10) Cafasso a Fuorigrotta
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Curiosa classifica, le pizze ovviamente sono tutte buonissime, ma i parametri “modestia” e “gentilezza” probabilmente darebbero altre posizioni… La pizza è popolare, il divismo non serve…
Accolgo la “provocazione”, in tal caso la classifica sarebbe:
1) Pepe
2) Ciro Salvo
3) Di Matteo
4) Presidente
5) Starita
6) Umberto
7) Cafasso
8) Enzo Coccia
9) Salvo a San Giorgio a Cremano
Non classificato Gino Sorbillo
Sono stupito, l’ha rielaborata esattamente come avrei fatto io!
Credo sia ingiusto tacciare di protagonismo chi ha finalmente capito che il marketing e la buona comunicazione sono l’anima del successo. Ci lamentiamo spesso che le buone pratiche non trovino giusta corrispondenza in azioni necessarie a metterle in risalto, che l’artigiano – specie al sud – non sappia darsi evidenza con una corretta attività di comunicazione. Smettiamola, avanti! Va bene l’umile atteggiamento che corre sulle ali del passaparola (per l’amor di Dio) ma non sviliamo le moderne tecniche utili a sostenere e consolidare il valore di un prodotto che in ogni caso si conferma nel momento topico della degustazione. E alla degustazione in qualche modo bisogna portarceli …
Non sono d’accordo, per far funzionare una pizzeria non è indispensabile diventare degli show man. Ci sono dei grandi pizzaioli che lavorano nell’ombra, che non vengono ricordati (colpevolmente) da chi esercita la critica, come nel caso di questa classifica
Solo un nome, Davide Bruno. Dietro il successo della Pizzetia La Notizia c’è molto di suo.
Fabrizio, perdonami, quando scrivi di una pizzeria, di un ristorante, in una classifica, citi il nome del locale, non di chi sta dietro le quinte come nel caso di Davide Bruno. Poi con me, riguardo Davide, sfondi una porta aperta, lo ritengo un grandissimo pizzaiolo e so perfettamente che è l’artefice del grande impasto della Pizzeria la Notizia. Un bravo quindi a Enzo Coccia ad aver puntato su di lui. Non a caso scrissi di Davide tempo fa grazie all’ospitalità di Stefano Bonilli sul suo “papero”.
http://blog.paperogiallo.net/2010/09/storie_di_cucina_2.html
Sempre complicato fare classifiche, anche perché bisognerebbe fare tante distinzioni.
La prima: l’impasto. Personalmente credo che la conoscenza più approfondita in materia ce l’abbiano Enzo Coccia e Ciro Salvo, in compagnia di Franco Pepe che in barba a qualsiasi parametro per realizzarlo riesce a produrre un impasto leggero e digeribile solo in base al suo intuito, all’esperienza acquisita per aver saputo rubare il mestiere a nonno e papà. Franco Pepe è il vero artigiano, il “Mastro Geppetto”, della pizza napoletana.
Partendo da questo presupposto bisognerebbe fare anche una doverosa puntualizzazione, opportuna per difendere il lavoro di chi, come Gino Sorbillo, sforna più di mille pizze ogni giorno. Come succede nel mondo della ristorazione un conto è fare trenta coperti, un conto è farne duecento. Anche per le pizzerie è lo stesso, il grande merito di Gino è quello di fare un ottimo prodotto per tanta gente, dalle 12 alle 24, ogni giorno, contrariamente a Enzo Coccia della pizzeria La Notizia, tanto per fare un esempio, che per una scelta commerciale ha deciso di rinunciare all’apertura diurna. Poi, ma questa è mia opinione personale, credo che Gino sia lui stesso “vittima” della sua grande generosità e della voglia di stupire. Per lui avere una persona gradita in pizzeria significa sommergerla di attenzioni, vorrebbe fargli provare in un sol colpo tutti i prodotti che ha selezionato. Cosa chiaramente impossibile. Credo che se solo si convincesse che la sua “marinara” è probabilmente la migliore in territorio partenopeo si risparmierebbe tanta fatica!
Poi c’è il filone delle antiche pizzerie, quelle nate con il famoso banco che offriva le cosiddette pizze “piegate a portafoglio”, che più o meno si equivalgono. Mi riferisco a quelle del centro storico, Di Matteo, Il Presidente, Michele (secondo me in evidente calo). Poi ancora quelle “classiche”, rimaste immutate nel tempo, ma di grande dignità, del salotto buono di Napoli, come Umberto e Salvatore alla Riviera, alle quali aggiungerei “Fresco”, ma solo perchè a sfornarle è un decano delle pizzerie napoletane, Alfredo Forgione, una vita davanti al forno della storica “Ciro a Mergellina”.
Maurizio hai scritto tutto bene, rimpiango solo l’Antica Pizzeria da Michele che è in calo! Se ti sposti verso la zona del corso Secondigliano ci sono anche:
“La Pizza di Gennaro” della Famiglia DEL BUONO.
- I Maestri di Vincenzo e Gaetano Abate.
Il divismo porta poco lontano perchè appartiene alle mode che passano, la cultura, il sapere ci apre strade e ci porta a migliorarci.
Non posso argomentere perchè la mia prima esperienza è stata sabato scorso e come battesimo non poteva andarmi meglio, anche perchè ho trovato Ciro una persona molto umile e disponibile nonostante la sua bravura.
Toglierei sicuramente Starita che dopo il ritorno in auge di qualche anno fa e precipitato di nuovo nell’approssimazione.
Escluderei Cafasso che fa una pizza che non mi emoziona . Farei un discorso a parte per i ristoranti/pizzerie: Umberto, A. Mattozzi , Ciro a Santa Brigida …. E aggiungerei Attilio al terzo posto che è il meno mediatico di tutti i pizzaioli ma fa una buona pizza !
Devo dirti la verità, Mario, l’ultima volta che sono stato da Starita, un paio di mesi fa, non mi ha entusiasmato. Ho pensato, però, più a una serata storta che altro. Tu invece mi confermi che è in discesa, un po’ mi dispiace perché lo ritenevo fra i migliori.
Cafasso fa un buon prodotto, non eccelle ma trovo che il suo ripieno al forno così come la margherita siano di buon livello.
A proposito di Mattozzi mi ero dimenticato di dire che poco tempo fa ho riprovato la loro pizza in via Filangieri. Devo dirti che l’impasto di Alfonso è veramente notevole anche se poi la pizza la caricano eccessivamente di prodotto. Ho anche parlato con lui e l’ho trovato molto preparato. Vallo a trovare, se riesci.
Non sei il solo a parlare bene di Attilio, anche Enzo Coccia lo tiene molto in considerazione, però non sono un assiduo cliente della sua pizzeria, ci tornerò presto.
…Mario anche il 22 nella Pignasecca merita!
Alfonso Mattozzi per me è un grande … una sorte di nobile della ristorazione napoletana . Vai da Attilio silenzioso come nessuno ma grande pizza !
Bella idea quella di stilare una classifica delle migliori pizzerie napoletane, devo dire che con tanta eccellenza in giro per città e provincia non so mai quale scegliere e alla fine mi oriento più per “affetto” che per “primati”: quelli li lascio allo sport.
Un unica domanda: ho avuto modo di provare la pizza di Ciro Salvo, ma non di capire dove lavori… ce l’ha una pizzeria sua?
Dico questo perché Ciro Salvo, che mi risulta essere all’anagrafe fratello (e socio) dei Fratelli Salvo di San Giorgio a Cremano, non possa essere presente due volte in una classifica delle PIZZERIE… a meno che non stia “col piede in due staffe”…
In ogni caso, non so di chi fosse effettivamente la pizza che mi è stata servita a San Giorgio, ma era ottima: del resto, come dice lo stesso Cortese, non è il PIZZAIOLO ma la squadra, l’impresa, il locale (quando c’è), la PIZZERIA a fare un’ottimo prodotto.
No, Ciro Salvo non sta più nell’azienda insieme con i fratelli, anzi sono in lite, quindi è a pieno titolo nella classifica in quanto vero mago dell’impasto.
Certo, ma dove ce l’ha la pizzeria?
Ciro non ha ancora una sua pizzeria, credo che a breve ne aprirà una.
Quindi Ciro Salvo ha la seconda migliore pizzeria sulla fiducia che forse a breve ne aprirà una, ho capito. Interessante.
Mi scusi ma secondo lei Sig. Giovanni la bravura di un pizzaiolo si stabilisce dalla pizzeria? O un bravo pizzaiolo è bravo a prescindere dal luogo dove esercita!
Per quanto mi riguarda ciro potrebbe esercitare per tutta la vita su quel prato leggermente scosceso…
Non dico questo e ho premesso che la pizza di Ciro mi piace molto… vorrei capire però di che stiamo parlando! Se stiamo parlando di “pizzerie” (perché il titolo recita così), di pizzaioli o di pizze. Non si capisce, altrimenti, che classifica è.
Se parliamo di pizza, sic et simpliciter, beh, va benissimo, è una lista inattaccabile. Se stiamo parlando di pizzaioli, il sig. Cortese mi sembra in contraddizione, quando dice che vanno valutate le “squadre” e le capacità di squadra, nominando un pizzaiolo che non ha una vera e propria organizzazione dietro. Se stiamo parlando di pizzerie, non mi sembra il caso di citare un pizzaiolo che non ha una pizzeria. Sul serio, non capisco.
Se vuole provare la pizza di Ciro potrà farlo in un locale a Torre Annunziata dove si trova attualmente. Non credo che il problema sia delle “quattro mura”, Ciro ha fatto le SUE pizze domenica scorsa in un giardino con una temperatura di quasi 40 gradi, quindi in condizioni non proprio ottimali per la tenuta dell’impasto, e sono piaciute moltissimo a tutti. Se lei ha qualche dubbio a riguardo, ovvero che in un nuovo locale le pizze di Ciro Salvo potrebbero snaturarsi, non le resta che attendere e farsi la sua idea.
Sig. Mercogliano, credo di aver capito il suo problema. Credo sia proprio Ciro Salvo. Stia tranquillo, a breve aprirà la sua pizzeria. Poi visto che cita di continuo il mio pensiero se permette glielo integro ulteriormente. In presenza di un bravo pizzaiolo la squadra che gli gira intorno sarà pure importante, ma una grandissima squadra, in assenza di un bravo pizzaiolo, serve a poco, anzi a nulla. Ecco perchè, se permette, aldilà del numero civico che non c’è ancora, quello è il posto che Ciro Salvo merita.
Saranno stati importanti anche Garella, Bagni, Careca e Ferrara ma senza Maradona…! ;-)
Ancora Maradona e Co.? Se nel suo immaginario albergano tuttora queste immagini, stiamo freschi… Scetate, Caruli’, ca ll’aria è ddoce ;)
Come mi piace l’effetto che fanno le classifiche, sempre, quasi come un digestivo o un purgante :-))
Quasi terapeutiche!!! ;-)
…e io, leggiadro e felice, che guidavo con te al telefono fra le dolci colline santagatesi. Ora capisco :-)
Come blogger, in effetti, lei usa molto poco questi mezzucci da copywriting, però tirano…
Vabbè, ma poi ci sono anche i retroscena, i “dietro le quinte”. In termini costruttivi sono in tanti, anche fra gli addetti ai lavori, che bocciano Starita e promuovono Attilio, come ha suggerito Mario Stingone.
Per cui, caro Diretur, Attilio alla “Pignasecca” sarà la prossima tappa!
Se è per settimana prossima, vengo anch’io ;)
Volentieri! Necessariamente la prossima, ora siamo in partenza per Gragnano.
Infatti, mi è dispiaciuto moltissimo dover declinare il vostro invito per Gragnano, ma fino a lunedì mattina sono bloccato in Padania… Buon week end!
leggendo l’articolo e i commenti penso che sia venuta fuori una buona selezione…ma vorrei sottolineare il lavoro svolto dal maestro Rosario, gestore della cantina del gallo, ubicata nei pressi del cimitero delle fontanelle, che da oltre un secolo propone pizze di ottima fattura ed è il degno erede di una tradizione culinaria secolare semplice e genuina; l’impasto preparato è digeribile, le materie prime sono selezionate dallo stesso Rosario attraverso quotidiane uscite mattutine…e poi è una persona umile e sorridente che trasmette davvero tanta passione. Menzione speciale anche per la storica pizzeria centenaria a materdei che non ha bisogno di presentazioni…è uno dei locali più antichi di Napoli..meno blasonato rispetto alla pizzeria starita…ma vi assicuro che non ha niente da invidiare!….provare per credere!
Non è l’unico ad averlo segnalato, ci andremo quanto prima. Grazie!
ciro salvo non ha una pizzeria propria e sta in classifica. pellone al vasto, meta di tutti i gourmet napoletani della pizza, e non solo, non è neanche lontanamente citato. ma faciteme ò piacere !
e aggiungo: la pizza del “presidente” è una pizza assolutamente ‘modesta’ !
la numero 1 e senza dubbio la pizzeria di napoli a fuorigrotta e poi c e anche michele al trianon a forcella