Langhe Doc
Lo guardo con attenzione: rapita per 52 minuti.
Giorgio Bocca apre il film parlando di territori e raccontando le sue Langhe, quelle che comandante della Decima Divisione aveva liberato come partigiano. Il paradiso di un tempo è in pericolo e questo film documentario è un allarme.
“Nel breve spazio della mia lunga vita l’Italia è cambiata in una maniera spaventosa”, racconta Giorgio Bocca. “E’ tutta una lotta contro il tempo, bisogna riuscire a diventare civili prima che il disastro sia completo. Bisogna vedere se arriviamo ancora in tempo a salvare questo paesaggio. Per me in gran parte l’abbiamo già distrutto.”
Accanto alle vigne scorre il cemento dei capannoni che stanno progressivamente trasformando un territorio, talmente bello che è stato proposto come Patrimonio dell’Umanità all’Unesco. Accanto ai piccoli produttori si impongono grandi imprenditori che fanno vino in modo industriale, che impongono la Grande Distribuzione e che stanno snaturando completamente un territorio.
Paolo Casalis, giovane regista di Bra, classe 1976, racconta la storia di tre “eretici” che stanno coraggiosamente resistendo: un pastore, un produttore di pasta artigianale e una produttrice di vino.

Silvio Pistone, ex operaio edile ha lasciato tutto e si è messo a fare formaggi. Mauro Musso, ha smesso di fare il commesso in un grande magazzino e ha aperto la Casa dei Tajarin, una minuscola realtà che produce con grani antichi e con tecnica tradizionale della buonissima pasta artigianale. Maria Teresa Mascarello, erede di Bartolo, produttrice coraggiosa.


Ognuno di questi tre eretici “resiste” e non intende cedere.
“Non produco di più, voglio restare piccolo e produrre poco” afferma Silvio Pistone, produttore di formaggio.
“Io sono contenta di aver ereditato 5 ettari di vigna e non 10. Questa è la dimensione che mi consente di fare il lavoro che amo fare, di essere me stessa, di non snaturarmi. A me non interessa fare dei numeri e accumulare. (…) Bisognerebbe riflettere sul perché si è voluto raddoppiare le produzione delle bottiglie di Barolo da 6 milioni a 12. Per il soldo si è disposti a tutto a cementificare colline a piantare dappertutto e poi a subirne le conseguenze ambientali” argomenta Maria Teresa Mascarello.

Una visione romantica, che non confonde la prospettiva del progresso con la scusa della speculazione e della costruzione senza criteri, che invoglia a riflettere e a ricercare metodi e culture alternative, poetiche, sostenibili e in sintonia con la natura.
Per vedere il trailer o ordinare il documentario, basta andare sul sito Langhe doc.
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