La stanza dell’amore


Castello di Monterone
Strada Montevile, 3
Perugia
075 5724214
Lo scopro per caso, inseguendo il jeune restaurateur Marco Bistarelli in trasferimento da Città di Castello. E ci arrivo di notte, quando l’illuminazione, poca, pochissima, ma strategicamente dosata, ne accentua l’atmosfera gothic.

Il Castello di Monterone, raffinata dimora umbra del circuito delle Residenze d’Epoca, è l’archetipo del nostro immaginario in materia di manieri, ponte levatoio e fantasma inclusi, e di questo me ne rendo subito conto quando, preso dalla foga di lasciare il bagaglio in camera e raggiungere il ristorante gourmet in tempo per la cena, mi perdo non senza una certa ansia tra corridoi, scale e sinistre armature.

Le camere – e nello specifico quella dei Lecci, dove soggiorno – appaiono ferme nel tempo, ma i mobili artigianali e le pesanti boiserie d’ispirazione tardo-medioevale celano una moderna e sofisticata tecnologia che garantisce un microclima ideale e – finalmente – un perfetto isolamento acustico, mentre la cura dei dettagli e la completezza delle amenities a disposizione assicurano quella piacevolezza complessiva tanto perseguita nei ristoranti quanto spesso aleatoria nelle strutture alberghiere.

I ristoranti sono due: Il Postale, per pochi fortunati gourmet – cinque i tavoli in tutto di cui uno direttamente in cucina per gli chef-addicted – dove lo stellato Marco Bistarelli coniuga le sue ricercate proposte con l’esclusiva singolarità dell’ambiente e Il Gradale, meno fascinoso ma non meno bello, con una cucina più tradizionale e immediata e destinato a una clientela più avvezza a rassicurazioni che  a sperimentazioni.

Ma non è solo la cucina di Bistarelli a riservare emozioni e sorprese, quanto piuttosto il risveglio al mattino quando la luce dell’alba e la profondità del cielo dissipano il nero pece della notte e danno forma alla bellezza. Sullo sfondo, a una manciata di chilometri, lo sky-line mozzafiato di Perugia; tutt’intorno, l’armonia e la pace della campagna umbra e sotto, proprio sotto le finestre della camera, le pietre ancora addormentate del castello, i tetti con gli antichi coppi, i giardini terrazzati con prati, siepi e rampicanti, le colonne e le statue, la piscina, il romantico pergolato. Tutto velato ancora dall’impalpabile brina mattutina e tutto ancora da scoprire, toccare, fotografare, fissare per sempre nella memoria.

Consumo senza la dovuta e meritevole calma la ricca prima colazione nella sala del Gradale e corro a vedere e scoprire quanto più possibile prima di ripartire per gli impegni di lavoro. Dalle terrazze affacciate sulla campagna la mole del castello è impressionante, ci giro intorno, indugio tra le siepi ornamentali, mi siedo e mi risiedo su ogni panchina a fissare prospettive e a incantarmi su scorci sempre diversi, percorro il perimetro del chiostro dominato da maestosi lecci, sbircio sui terrazzini delle suites dai nomi epici o romantici.

Poi rientro, ripercorro i corridoi un po’ tetri della notte ora inondati di luce, familiarizzo con le armature adesso meno inquietanti, mi soffermo a ogni finestra per non perdermi neanche uno dei paesaggi incorniciati.

E infine decido di salire, inerpicarmi per scale sempre più anguste, sempre più ripide. Da dentro mi ritrovo fuori, abbarbicato sui merli, più vicino all’azzurro del cielo, più padrone del maniero. In cima, nel punto più alto, difficilmente raggiungibile senza un bel po’ di fiato e di agilità post-prandiale, l’ultimo avamposto, l’ultima porta da scoprire. Dell’Amore, c’è scritto sulla targhetta.

Adesso so quale stanza prenotare la prossima volta e, soprattutto, che non sarò da solo a godermela.

Tariffe da un minimo di € 130,00  per la Classic a un massimo di € 390,00 per la Junior Suite, ma conviene sempre consultare il sito perché spesso ci sono offerte speciali e combinazioni convenienti.

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