Il mostro di spaghetti volanti e la biodinamica


Quando il consiglio per l’istruzione del Kansas decise che il Creazionismo dovesse essere insegnato nei corsi di scienze come alternativa alla teoria dell’evoluzione di Darwin, Bobby Henderson scrisse una lettera ai membri della commissione in cui prendendosi gioco della teoria del disegno intelligente (Intelligent Design) professava di credere che l’universo fosse stato creato da un’entità somigliante a una massa di spaghetti con qualche polpetta.

Poiché la teoria del disegno intelligente parla genericamente di un progettista intelligente anche il Mostro di Spaghetti Volante (Flying Spaghetti Monster) poteva rivestire questo ruolo e quindi pretendeva che il consiglio considerasse anche questa sua originale teoria.

I sostenitori della teoria del disegno intelligente considerano che l’evoluzione non è avvenuta attraverso modificazioni casuali ma che alcune caratteristiche degli organismi viventi siano meglio spiegabili invocando l’esistenza di un’entità intelligente al principio del mondo.
E’ forse superfluo dire che nessun associazione scientifica ufficiale riconosce tale teoria come scientifica semplicemente perché non si può condurre nessun esperimento per dimostrare o meno l’esistenza di questa entità.

E’ questo il fondamento delle scienza moderna: le affermazioni devono essere falsificabili, si deve avere la possibilità cioè di dimostrare attraverso un esperimento più o meno complesso che una teoria sia più o meno fondata.
Se si invocano entità o grandezze impossibili da misurare o controllare si entra nel campo delle pseudoscienze.

L’agricoltura biodinamica nasce dai concetti esposti nelle lezioni tenute a Koberwitz, in Polonia, nel 1924 da Rudolf Steiner e poi successivamente sviluppati da Ehrenfried Pfeiffer e George Adams Kaufmann.
Rudolf Steiner nella sua vita non si è occupato, naturalmente, solo di agricoltura ma ha praticamente affrontato tutto lo scibile umano come testimoniano i suoi numerosi scritti.

L’agricoltura biodinamica utilizza una serie di pratiche agricole tradizionali come la rotazione o il sovescio e aggiunge a queste i cosiddetti preparati biodinamici che Steiner chiaramente mutuò dall’omeopatia aggiungendoci una buona dose di esoterismo di cui era grande appassionato.
Questi preparati sono ad esempio il cornoletame o il cornosilicio che devono essere preparati secondo protocolli ben precisi (il corno deve essere di vacca, deve essere interrato in una data stagione con la luna in una data fase, etc.) e servono a veicolare nei prodotti agricoli quell’energia cosmica che secondo Steiner ha una forte influenza su tutti esseri viventi. Questo potrebbe già bastare a rendere tutta la faccenda ridicola ma esiste sempre la possibilità che una teoria apparentemente stramba dia dei buoni risultati per motivi che la scienza non riesce ancora a spiegare e che quindi i preparati biodinamici abbiano una loro efficacia in agricoltura.

Sono stati fatti alcuni studi per dimostrare nel lungo termine la superiorità dell’agricoltura biodinamica rispetto all’agricoltura biologica o convenzionale e i risultati sembrano piuttosto chiari: in un famoso studio apparso sulla prestigiosa rivista Science nel 2002 condotto per 21 anni su terreni coltivati con diverse tecniche non si notano significative differenze tra i terreni condotti in regime biodinamico e quelli condotti semplicemente a biologico in termini di nutrienti presenti e di biodiversità della microfauna (insetti, batteri).

Ancora più interessanti sono gli studi condotti sui vigneti coltivati in regime biodinamico. In uno studio del 2005 si comparano due vigneti condotti rispettivamente in regime biodinamico e biologico per 8 anni. I ricercatori non osservano differenze significative nei nutrienti presenti nel terreno e solamente nell’ultimo anno l’uva del vigneto biodinamico presenta dei parametri significativamente diversi dall’uva da agricoltura biologica.

I ricercatori concludono correttamente che i risultati non mostrano significative differenze e che le differenze osservate in un solo anno possono essere dovute a variazioni naturali. Infine recentemente in uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’università di Firenze hanno analizzato gli antiossidanti contenuti nella lattuga prodotta con diversi tipi di agricoltura (convenzionale, biologica e biodinamica). Il contenuto di antiossidanti nella lattuga da biologico e biodinamico è apprezzabilmente più alto di quello della lattuga da agricoltura convenzionale ma le differenze tra biologico e biodinamico non sono apprezzabili. Gli studi condotti finora dimostrano, in sostanza, che l’agricoltura biodinamica non dà risultati molto diversi dall’agricoltura biologica sia sull’ambiente che sui prodotti e che quindi i preparati biodinamici non hanno un effetto apprezzabile in agricoltura.

Il fatto che ci siano vini eccellenti da agricoltura biodinamica non costituisce una prova della sua efficacia così come la bellezza di un cielo stellato d’estate non è la prova dell’esistenza di Dio o del mostro di spaghetti volante.

 

Bibliografia
Mader, P.;Fliebbach A.; Dubois, D.; Gunst, L.; Fried, P.; Niggli U. Soil Fertility and Biodiversity in Organic Farming Science 296, 1694 (2002).

Reeve, J.R., Carpenter-Boggs, L., Reganold, J.P., York, A.L., McGourty, G., McCloskey,

L.P., 2005. Soil and winegrape quality in biodynamically and organically managed vineyards. Am. J. Enol. Vitic. 56, 367–376 (2005).

Daniela Heimler,a Pamela Vignolini, Paola Arfaiolia, Laura Isolania and Annalisa Romani Conventional, organic and biodynamic farming: differences in polyphenol content and antioxidant activity of Batavia lettuce

J Sci Food Agric; 92: 551–556 (2012)

Commenti

  1. [1] Elisia Menduni

    Mi hai lasciato un po’ sospesa con questo pezzo… Forse resto convita che la biodinamica funga così come continua a credere che il mostro di spaghetti esista…
    Mi sa che manchi da tempo dalla cappella Sistina!!!

    6 giugno 2012 alle 18:05 | Rispondi
  2. [2] gianpaolo

    a me piace anche molto la teoria della teiera volante, di Bertrand Russel, http://en.wikipedia.org/wiki/Russell's_teapot

    6 giugno 2012 alle 23:44 | Rispondi
  3. [3] Stefano Bonilli

    Il paragrafetto finale è esemplare.
    La scienza, infatti, non è in grado di dimostrare l’esistenza di Dio e per uno scienziato cattolico sono cavoli amari.
    Infatti scientificamente Dio non è dimostrabile e quindi quel miliardo di cristiani in giro per il mondo sono, stando a Capacchione, uguali ai seguaci della biodinamica, diverso è solo il numero dell’una e dell’altra setta.

    7 giugno 2012 alle 09:35 | Rispondi
    • [] Carmine Capacchione

      Stefano, se la religione non pretende di mettere sotto il suo piede la scienza come nel caso dell’intelligent design e gli ambiti rimangono separati io non ho nessun problema e lo stesso dicasi per la biodinamica. Se uno vuole credere all’energia cosmica è libero di farlo sono fatti suoi, se però comincia a pretendere che l’energia cosmica sia la soluzione alternativa alla ricerca scientifica qualche problema io comincio ad averlo.

      7 giugno 2012 alle 10:16 | Rispondi
      • [] Stefano Bonilli

        Quindi tutto quello che ad oggi non è dimostrabile “scientificamente”, che non ha una spiegazione su Science, non esiste per il mondo “razionale” ma è solo superstizione.

        7 giugno 2012 alle 11:35 | Rispondi
        • [] Carmine Capacchione

          Il discorso è complesso e mi risulta difficile semplificare così brutalmente. Hai letto i titoli dei libri prodotti da Steiner? A me da un lato fanno ridere, dall’altro mi inquieta molto che ci siano persone che credano ad un personaggio così.

          7 giugno 2012 alle 11:44 | Rispondi
        • [] Giuseppe

          Anche la scienza è superstizione (basti pensare alla fisica moderna), ma quantomeno è più affidabile e non sempre richiede qualcuno che ti imponga che “è così”.

          7 giugno 2012 alle 12:18 | Rispondi
  4. [4] Giuseppe

    Una battaglia persa… per credere nella biodinamica non serve la scienza ma la fede.

    E’ come per l’omeopatia, hai voglia a pubblicare studi che dimostrano l’assoluta inutilità dei trattamenti omeopatici, niente. Come parlare al muro.

    7 giugno 2012 alle 10:10 | Rispondi
  5. 30 minuti di applausi scroscianti a Carmine.

    7 giugno 2012 alle 10:39 | Rispondi
  6. [6] Stefano Bonilli

    Io conosco molti di coloro che applicano le teorie della biodinamica, sono persone colte, intelligenti e professionalmente al vertice del loro settore, una per tutti è Elisabetta Foradori.
    Tutti adepti di una Scientology del vino e delle verdure?
    Il dubbio come metodo me lo hanno insegnato alle Montessori e mi è rimasto per tutta la vita, non ho le vostre sicurezze e anche il disprezzo e il dileggio che tu Carmine esprimi sempre nei confronti di chi segue la biodinamica.

    7 giugno 2012 alle 12:48 | Rispondi
    • [] Carmine Capacchione

      Stefano, purtroppo sei tu che tendi a personalizzare sempre il mio pensiero sulla biodinamica. Ci sono semmai anche persone che conosci e che stimi che hanno votato Berlusconi e non credo che il fatto che tu abbia sempre aspramente criticato e dileggiato quest ultimo e il berlusconismo sia di riflesso un dileggiare le persone che lo hanno votato.

      7 giugno 2012 alle 12:59 | Rispondi
  7. Ah, ma oggi nei blog di gastronomia il berlusca è ultra gettonato!!! ;) Comunque, Capacchione dice bene circa l’impossibilità di dirimere una simile questione in così poco spazio, come il beneficio del dubbio di Bonilli è sacrosanto. Tuttavia, se non ci limitiamo alla contrapposizione tra dimostrazioni scientifiche e fedi, il secolo passato ha visto anche l’alternativa del costruttivismo che, in due righe, vuol dire che è vero ciò che funziona nel momento in cui funziona per chi lo usa, comprese le teorie di Steiner che, soprattutto in ambito pedagogico, producono interessantissimi e utilissimi risultati. Il creazionismo, del resto, ce l’abbiamo già: quello degli chef “creativi”.

    7 giugno 2012 alle 15:20 | Rispondi

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