Il cavolo nero

Cavolo nero
È uno dei pochi ortaggi di cui viene ancora rispettata la stagionalità perché il cavolo nero è buono soltanto quando ha sentito il freddo e solo dopo le prime brinate del tardo autunno è tenero, croccante e saporito. Fino a non molti anni fa si trovava quasi esclusivamente in Toscana ma ora si trova facilmente anche in altre parti. Ma nella sua regione di origine è proprio di casa e non c’è orto, anche piccolissimo, che non abbia il suo bel filare di cavoli neri, allineati e dritti come piccoli cipressi dei quali ricordano il colore (verde scurissimo quasi nero) e il portamento.
Il cavolo nero non forma infatti una testa a palla come il cavolo verza o il cappuccio, ma ha foglie allungate, molto arricciate che svettano in fuori a forma di palmetta. È ingrediente di molte zuppe ma è buono anche come contorno per le preparazioni di carne di maiale. In qualunque modo lo si volgia cucinare, è necessario eliminare completamente la sottile costola centrale delle foglie, perché dura e fibrosa.
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Il cavolo nero qui al nord in particolare a Trieste è quasi sconosciuto. Se lo chiedi viene consumo con il capuccio viola. Ora in qualche rivendita gestita da gente del sud che lo usano, a richiesta viene procurato.
E’ un ortaggio dal sapore forte e delicato allo stesso tempo e passato con l’acciuga e gustato su delle bruchette fatte con il pane “sciocco” è per me una ghiottoneria.
Ho stampato la foto e la porto con me per fare vedere il “cavolo nero”.
Cordiali saluti.
Purtroppo da noi al sud è praticamente introvabile, infatti io non ho mai avuto l’opportunità di assaggiarlo, dovrò fare un viaggio in toscana per gustarlo. Saluti
M.G.