Identità Golose, la conclusione

Oltre il mercato (tema del convegno 2012) è cercare nei campi, appoggiare gli agricoltori, garantire la filiera, scoprire riserve gastronomiche, essere garanti della qualità.
Nelle sale di IG si è parlato di questo, di cucina e di moltissimo altro. Impossibile sintetizzare.
E’ stata certamente la più ricca e articolata edizione di Identità Golose: un’orgia bulimica di informazioni, contatti e contenuti nel complesso interessanti.
Pubblico in crescita (più il 30%), 7.800 richieste di pre-accredito, ovvero circa 10 mila presenze reali conteggiando i biglietti di accesso non prenotati fatti in loco. L’ingresso quest’anno era di € 701,8 (ma perché una cifra così decimale??) per tutti gli eventi su tutte le sale e per i tre giorni. Un prezzo davvero alto, che molti sui social network hanno giustamente definito eccessivo.
Per trarre le conclusioni complessive dell’edizione, sarebbe interessante capire quanti partecipanti paganti hanno preso parte all’evento di quest’anno e quanti fossero pezzi del grande macchinario che ruota dentro la ben rodata organizzazione del congresso ideato da Paolo Marchi. Cuochi, assistenti, aiuti, produttori, una schiera di blogger e un gruppetto di giornalisti (il solito che ormai fa carovana tra un congresso e l’altro) e la poca stampa internazionale, non andrebbero contati, visto che avevano al polso le mitiche fascette colorate gratuite. Dal momento che quest’anno il tutto contava 80 espositori, 6 sale e 80 relatori, stiamo parlando di numeri importanti da analizzare con attenzione.
Obbligatoria parentesi sui media: la rete dei giornalisti (professionisti) mi è parsa la stessa anzi con qualche defezione, mentre enorme è stato l’irrompere di numerosi gruppi di blogger super muniti di telecamere, Ipad, telefonini, registratori mP3, ecc. Mai come questa edizione, IG è stata così digitale e registrata.
I contenuti sono stati altalenanti con una concentrazione del lunedì sia di affluenza che di interesse. Meno efficaci i duetti che hanno abbinato due chef spesso neanche dialoganti l’uno con l’altro (mitico Sadler che lo ha detto pubblicamente durante il suo intervento, condividendo poco con la sua coinquilina di palco Missy Robbins).
Davvero ardua la gestione del programma che richiedeva spesso l’ubiquità o l’essere trini e che metteva di fronte davanti a bivi shakespeariani: Scabin o Pizza, Crippa o Atala?
Bella la sezione dei giovani e la carne. Più coinvolgenti le sale piccole dove il dialogo col pubblico era possibile e interessante. Limitata la giornata della pizza che aveva solo un forno elettrico e che ha tagliato fuori completamente (per motivi di sicurezza) la vera tradizione della pizza partenopea, non portando il forno a legna all’interno dei saloni di Via Gattamelata.
Sponsorizzatissimo e brandizzatissimo, il convegno ha preso una nuova forma dentro più ampi spazi. Una forma che si conferma l’incrocio obbligatorio del settore, il palcoscenico più rappresentativo a livello nazionale e il momento di lancio annuale della stagione della ristorazione italiana.
Alla prossima edizione.
Intanto nei prossimi giorni sulla GG il racconto su IG e sui congressi di cucina continuerà: una pillola, un frammento al giorno, fino a esaurimento scorte.
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Signora Menduni,
davvero i video le riescono splendidamente.
Quanto a scrivere…..non siamo proprio sullo stesso piano.
Non contesto il fatto che il giornalista abbia uno stile che rifugga dai lacci stretti della sintassi.
Il suo e’ un caso diverso.
Siamo al totale disprezzo (temo non volontario) della grammatica.
Le consiglio meno frenesia, meno ansia di pubblicare.
Basterebbe che almeno rileggesse una volta il pezzo, prima di schiacciare “invio”.
Oppure utilizzare il correttore automatico di Windows.
Un tempo i giornali e le case editrici avevano i correttori di bozze.
Ben vengano la multi-medialita’, i pareri non accademici, la rapidita’ negli aggiornamenti, l’eloquio non paludato.
La sciatteria linguistica ce la possiamo risparmiare, pero’.
…dimenticavo. Windows e il suo correttore ce l’avrà Lei. Credo che Elisia, come d’altra parte il sottoscritto, abbia con più probabilità un Apple.
signor Ivan…la devo ringraziare, per essere stato sgradevole, MOLTo sgradevole.
Sono spesso anch’io come Lei, brusco, irruente, irriverente, caustico, livoroso. e non me ne rendo conto.
Leggere il suo commento mi ha in un qualche modo illuminato e quindi la ringrazio.
Tuttavia Le devo alcune precisazioni.
Il linguaggio sulla rete è giocoforza diverso. Si predilige la sintesi, la velocità E si LEGGE in modo diverso. Un po’ come la fotografia tradizionale e quella digitale.
Quindi le Sue obiezioni sono del tutto fuori luogo.
Ho letto di getto l’articolo e in prima battuta non mi è caduta l’attenzione sulla sintassi o sull’ortografia. In seconda battuta, dopo aver letto il suo commento, in effetti qualche cosa di non corretto l’ho trovato.
Ma resta enormemente più rilevante la capacità dell’autrice di fotografare un evento.Evento al quale tra l’altro non ho avuto occasioen di partecipare.
Sospetto che l’autrice sia in grado di scrivere senza errori e in perfetta sintassi.
Sospetto molto invece di Lei, che cerca la letteratura laddove nessuno si sta applicando per esercitarla.
Grazie ancora, e spero avrà apprezzato il Lei con la “L” maiuscola.
Un consiglio: siamo nel web, ma vige sembre la buona educazione: Elisia Menduni si è firmata, io pure (il mio nickname è il mio nome e cognome). Lei si firma Ivan…ed è terribile, purtroppo non con la “T” maiuscola.
Grazie per il sermone.
Se lei avesse la compiacenza di rileggere la serie di articoli della signora, si accorgerebbe che ho ragione.
Sempre che lei non ritenga gli sfondoni grammaticali, la quasi totale assenza di punteggiatura, gli anacoluti come una cifra stilistica voluta.
Quanto alla fotografia, casca male.
Dopo decenni di Nikon + rullino, sono passato a Nikon + scheda elettronica.
Dalla lunga militanza nascevano i complimenti SINCERI per le opere grafiche.
Perdonino la lesa maesta’.
Ivan Romano
mi scuso intendevo “fotografare” con virgolette, ovvero raccontare verbalmente…poi la Menduni è pure brava come fotografa, come giustamente Lei osserva.
Su Nikon, siamo perfettamente allineati.
Nssuna lesa maestà: tutti gli incursori sanno che si può essere respinti, a volte con perdite.
a me la Menduni mi Piace perchè è spontanea , è vera , è istintiva , e quando scrive mi trasmette quello che pensa , poi se magari è sgrammaticato … cenepuòfrega’demeno. Vai Elisia sei tutti noi !!!
p.s. per dirla tutta ci sono persone che scrivono grammaticalmente benissimo ma non si sa cosa cazzo vogliono dire .
frank
per me il sapere o il non sapere scrivere fa la differenza tra giornalismo e “bloggismo”. La signora Menduni, come molti altri che scrivono su questa e altre piattaforme, è un’ottima bloggista.