Full Bottura


Non riesco a entrare nella sala. C’è troppa gente. Chiudono la porta e una cinquantina di persone resta senza Bottura.

Vado in sala stampa e seguo lo chef più amato del congresso, il cuoco che meglio ha saputo gestire la propria immagine e che meglio riesce a paralre di sé e del suo lavoro, da un video piazzato tra i divanetti dell’area riservata i media, anch’essa gremita.

Parte il video. E’ lo stesso del 2011 e racconta evocativamente e con immagini davvero notevoli un territorio, la famiglia di Massimo, la cultura di Modena.

Massimo Bottura per questa lezione ha deciso di fare un excursus storico nei suoi piatti classici. Ma in fondo non importa. Qualsiasi cosa Bottura dica va bene, anche se non è niente di nuovo. E’ innovativo e trainante il modo di raccontare più che il suo contenuto.
E’ fondamentale per tutti e anima la sala, l’incoraggiante passione che lo chef di Modena mette nel suo lavoro. E’ il leader non c’è verso. Quasi la cucina venisse dopo. O forse è così uber alles solo perché i piatti presentati sono talmente classici che oggi è più importante sottolineare che il fenomeno Bottura è oltre il cucinare, è il coinvolgimento passionale al lavoro e alla ricerca. E’ un abbraccio (grande) alla cucina italiana ed è un invogliare tutti a fare il proprio lavoro con passione.

Panino con la spuma di mortadella
4 anni per arrivare a questo piatto. Non voleva aggiungere latte. La spuma viene servita con dello gnocco fatto con una farina di ciccioli frolli.

Faraona
Pelle  croccante, sotto coscia croccante,  patè di cioccolata peruviana con fegatini

Pasta e Fagioli
Compressione, accenno di radicchio rosso saltato con vino rosso (richiamo l Veneto), croste di Parmigiano, hops Grana Padano per ragioni di sponsor, crema di fagioli, aria di rosmarino
Una visione della cucina del mondo in un bicchiere: da George Cogny ad Adrià passando per la nonna.

Anguilla
E’ la fotografia storica degli Estensi che lasciano Ferrara e arrivano a Modena. L’anguilla, la pera campanina, la sapa e polenta. Un iter metafisico che ha prodotto questo piatto storico.

Bolito non Bollito
Il famoso sky line di bollito con aria di salsa verde.

Croccantino di foie gras
Omaggio a George Cogny, maestro di cucina di Bottura, colui che gli ha insegnato a fare terrine e (chiaramente) non solo.

La folla in sala mangia tutti gli assaggi che sono oltre 1200.

La chiusura è sul futuro.
Dopo la terza stella, la Francescana è cambiata. Tutto gli faceva pensare di lasciare tutto immobile. Mentre  invece ha cambiato tutto.

Ma per Bottura il futuro sono i giovani. Un comune vicino a Modena lo ha chiamato per coinvolgerlo a un progetto di riqualificazione del territorio: sarà scuola, caseificio, centro agrario.

Ci sarà un nuovo capitolo.

Commenti

  1. [1] Stefano Bonilli

    A questo punto attento Bottura all’abbraccio degli amici dell’ultima ora e attenti noi giornalisti a non farne acriticamente un mito.
    Stiamo tutti “masati“ come si dice a Bologna.

    6 febbraio 2012 alle 14:01 |
  2. [2] Lapo

    ottime le Pere campanine

    6 febbraio 2012 alle 14:43 |
  3. [3] Elisia Menduni

    Un po’ critica per il non portare idee nuove ho cercato di esserlo…
    In fondo a un congresso come IG ha senso portare la ricerca non solo il replay del passato.

    6 febbraio 2012 alle 15:18 |
  4. [4] Elisia Menduni

    Per il resto convince e basta

    6 febbraio 2012 alle 15:27 |
    • [] Stefano Bonilli

      Vabbè, ci parliamo qui e non via skype :-((
      Non sei tu l’acritica ma quelli che adesso applaudono e due anni fa tacevano o chi sale come al solito sul carro del vincitore.

      6 febbraio 2012 alle 15:39 |
  5. [5] PorcoRosso

    L’assalto al carro del vincitore è sempre fastidioso, ma credo sia un segnale di intelligenza anche il saper cambiare idea e se prima si era scettici su alcune scelte di Bottura (che come ha ricordato il Direttore non è un mito), oggi si può concordare con il fatto che è uno dei maggiori interpreti e divulgatori della cucina di stampo classico, ma rivisitata, personalizzata, valorizzata all’insegna della massima qualità.
    Insomma credo non ci si debba preoccupare nel lodare Bottura oggi se lo si ha criticato ieri, saprà riconoscere lui gli intellettualmente onesti dai leccaculo.

    6 febbraio 2012 alle 17:34 |
  6. [6] beppe palmieri

    Massimo tu sei un mito!
    Massimo tu sei il futuro!
    Grazie!!!!!!!!!!!!
    andiamo avanti. da sempre. e sempre con la testa bassa. duro lavoro, concentrati sugli Ospiti, piedi per terra e testa tra le nuvole.
    MASSIMO TU SEI UN MITO.
    grazie a tutti.
    SEI UN MITO MASSIMO .
    (tanto per fare chiarezza e metterci la faccia)

    8 febbraio 2012 alle 14:50 |

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