E’ tempo di Pancakes

I Pancakes sono l’elemento fondamentale di qualsiasi colazione in famiglia nella parte meridionale degli Stati Uniti.
Possono essere più o meno dolci, fatti con latte intero o con latticello, di varie dimensioni: da piccoli come delle monete, a grandi come un piatto.
Alcune persone amano i pancakes e con bordi ben croccanti, ad altri piacciono più spessi e soffici, e tutte le mille variazioni intermedie.
Di solito i Pancakes si mangiano con sciroppo d’acero e burro, ma anche i condimenti variano: potete aggiungerci mirtilli, fragole, banane, o quasi tutta la frutta, comprese le conserve di frutta. Alcuni aggiungono delle gocce di cioccolato o pezzetti di frutta direttamente nella pastella.
Alla fine i Pancakes sono semplici frittelle spesse e soffici, con un po’ di sciroppo d’acero e un sacco di burro in ogni strato.
Quelli che vedete nella foto sono i Pancakes del Loveless Cafe di Nashville, Tennessee.
Ecco una ricetta di base per i miei Pancakes. Li preparo un paio di volte l’anno, quando ho nostalgia di casa. E’ una ricetta che ho copiato da una rivista oltre 15 anni fa, ma non ricordo più quale!
2 cucchiaini abbondanti di lievito in polvere
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale
180 ml tazza di latte
30 gr di burro fuso
2 uova
Prendete una padella, ungetela con un filo di olio di semi e lasciatela scaldare bene. Con un piccolo mestolo versate un po’ d’impasto nella padella. Lasciate cuocere fino a quando si formeranno delle bolle sulla superficie. Girate il pancake e cuocete l’altro lato per circa 1 minuto. Ripetere fino a quando tutta la pastella è esaurita.
I vostri primi pancakes saranno probabilmente brutti. Non preoccupatevene troppo: una volta che li avrete impilati uno sopra l’altro sembreranno perfetti!
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A me piacciono molto nella versione alla banana, l’immancabile sciroppo d’acero e con il corredo del bacon fritto.
A New York chiesi una mezza porzione di bacon fritto e me ne portarono una zuppiera colma, chiesi se non si fossero sbagliati, ma no, era proprio mezza dose.
Peccato che il vero sciroppo d’acero costi abbastanza caro (intorno ai 24 euro al chilo).