Conservatori in cucina

Francesco Piccolo su La lettura, il settimanale allegato al Corriere della sera della domenica, scrive a proposito della resistenza al nuovo in politica, al cinema, nella letteratura, in cucina ecc… prendendo spunto dagli elogi corali al film The Artist, definito bellissimo da gran parte della critica.
Vediamo un po’ cosa è successo nel nostro mondo a proposito di spirito di conservazione e resistenza al rinnovamento.
In cucina la resistenza al nuovo è iniziata nel 1977 quando Marchesi ha aperto il suo ristorante di Bonvesin de la Riva, a Milano.
Allora fu la Cucina Italiana Tradizionale contrapposta alla Nouvelle Cuisine importata da Marchesi.
Passano gli anni e scoppia la reazione contro la Cucina Creativa di Ferran Adrià.
In Italia assistiamo anche, alcuni anni dopo, a una trasmissione televisiva contro un cuoco, Massimo Bottura.
La resistenza al nuovo la si ritrova in cucina anche a proposito dell’uso del sifone, del Paco Jet, dell’induzione e poi dell’agar e delle cotture a bassa temperatura.
Pensate alle resistenze ai tablet, proliferati sulla scia dell’iPad, e agli ebook contrapposti ai libri tradizionali, ai blog di gastronomia e vino contrapposti alle guide, tutti momenti della storia della conservazione contro l’innovazione.
In sostanza la conservazione contrapposta ad ogni cambiamento, in cucina come nella vita di tutti i giorni.
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Come diceva non ricordo chi, “una volta la vecchia Vienna era la nuova Vienna”.
Peccato che lo sapremo solo fra duecento o trecento anni se certe ricette innovative sono come la vecchia Vienna o meno, in fondo i ricettari rinascimentali son zeppi di sontuose ricette che non fa più nessuno, salvo pochissime e illustri eccezioni.
La cucina tradizionale è spesso la cucina pigra perché in realtà ci sono centinaia di ricette sconosciute che fanno parte del nostro enorme patrimonio gastronomico.
Io considero innovativi anche quei cuochi che fanno ricerca e riscoprono vecchie ricette e hanno l’intelligenza di proporle.
Però ci vuole cultura e poca frenesia nell’apparire.
Cucina old contro cucina pop?
Avete visto l’ultimo film di woody allen, in cui il protagonista finisce nel passato e lo trova migliore del presente; e, a sua volta, una ragazza che incontra nel passato trova il passato precedente a lei ancora migliore e decide di rimanerci…
tendiamo a essere tutti un po’ conservatori e a difendere quello che conosciamo
non trovo niente di strano nelle resistenze anche in cucina; sono inevitabili e in parte intelligentemente superabili, però da appassionata mi sento di dire che le nuove tecniche ultimamente sono stra-usate e abusate e spesso riproposte in modo noioso, mal fatto e ripetitivo
per me, in questo momento, un cuoco innovativo in Italia è qualcuno che rielabora ricette che abbiano un senso in relazione alla sua regione o alla sua città, o a ingredienti locali o del suo territorio e che dia un’impronta diversa e sua originale (banale, lo so, ma cito Bottura)
mi sono stufata di mangiare le stesse cose rielaborate ovunque, che potrei mangiare a milano, roma, tokyo e canicatti’….