Come sputtanare € 30 milioni


Ho visto pochi articoli con la notizia che il Consiglio di Stato ha annullato la graduatoria di una gara bandita nel 2010 per individuare chi avrebbe dovuto fornire i dati del portale www.italia.it
E così dopo avere speso già 30 milioni di euro l’Italia non ha ancora un suo portale ufficiale dedicato al turismo.
Perché?
Questa storia è uno specchio dell’Italia corrotta e incapace e ha inizio nel 2004 quando il Governo Berlusconi decide di mettere in cantiere un piano straordinario di rilancio del turismo e affida al ministro dell’Innovazione Lucio Stanca, ex Ad di IBM Italia, la guida del progetto.
Cade Berlusconi e arriva il Governo Prodi, il portale viene messo in rete il 22 febbraio del 2007 ed è uno dei maggiori flop del web anche se vengono tentati penosi aggiustamenti.
Cade Prodi e torna un Governo Berlusconi e il portale, che era stato chiuso, viene rimesso in rete, ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla.
E’ sempre uno dei più brutti e inutili portali del mondo ma si va avanti e viene bandita la gara di appalto per la redazione dei contenuti, base d’asta 2 milioni e 30mila euro per tre anni.
Vince la gara un consorzio guidato da Monti-Riffeser ed è proprio quella gara che il Consiglio di Stato ha annullato.
Oggi ministro del Turismo è Piero Gnudi che si trova in eredità un portale indecente, 30 milioni di euro già spesi e un progetto da rifare da zero.
Vedremo cosa riuscirà a fare il governo dei tecnici.

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