Come ammazzare l’agricoltura


Un’azienda avicola di 3,5 ettari con la nuova tassa, l’IMU (Imposta Municipale Unica), al posto dell’Ici,  passa da € 30 a € 2840 di imposta.
E’ un esempio estremo ma se era assurdo prima il sistema fiscale che faceva pagare trenta euro, è assurdo che oggi l’IMU porti, in questo caso, a un aumento della tassazione del 9467% grazie alla nuova tassazione di capannoni, stalle, magazzini che prima erano esenti.
Mediamente l’IMU porterà ad aumenti della tassazione di tre volte e molto più pesanti per le piccole aziende.
Francesco Daveri, sul Corriere della sera, in un articolo il cui titolo “La disattenzione e la stangata fiscale” non lascia adito a dubbi, riporta tra l’altro la dichiarazione del Ministro dell’Agricoltura, Mario Catania: “All’interno del Ministero dell’Economia c’è stata una lettura sbagliata dell’intera questione della fiscalità agricola. Al settore viene attribuita una ricchezza che non trova nessun riscontro nella realtà“.
Il prelievo sugli immobili agricoli sarà un aggravio di 1,3/1,5 miliardi di euro su 28 miliardi di valore aggiunto agricolo.
Il Governo Monti non ha proprio capito l’importanza dell’agricoltura per la nostra economia, per il turismo, la gastronomia, il paesaggio e per la bellezza del nostro territorio e la qualità del nostro modo di vivere.
Con questa impennata della tassazione sono a rischio 600mila piccole aziende agricole.
Si sta discutendo in Commissione del Senato ma quello che sgomenta è l’incapacità della nostra classe politica di capire la realtà.
Il cibo è importante e la qualità e specializzazione della nostra agricoltura è il retroterra della nostra grande cucina.

 

 

Commenti

  1. [1] Carmine Capacchione

    Chissà se faranno marcia indietro come per le banche!

    6 marzo 2012 alle 19:23 | Rispondi
  2. Ma Direttore, la cosa non stupisce, come pretendere che gente abituata a pigliare stipendi da nababbi da decenni capisca i problemi della vita quotidiana?
    Loro parlano di milioni di euro mentre i paria parlano di decine di euro.
    Sono due mondi incompatibili.
    Quelli lì, l’ultima volta che hanno avuto un problema economico, portavano ancora le braghe alla zuava che gli aveva messo mamma.

    Pessimismo, schifo e disgusto.

    6 marzo 2012 alle 22:18 | Rispondi

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