Bologna la pigra, Bologna la grassa


Unipol ha investito 12 milioni di euro nel nuovo ristorante di Marcello Leoni.
Unipol e un’azienda e i 12 milioni di euro sono una cifra di denaro poco abituali per il mondo della ristorazione.
E’ una grande novità e un’occasione unica per la decaduta e provinciale Bologna ma il pubblico che ho visto all’inaugurazione non fa ben sperare perché i bolognesi sono conservatori e pigri.
Eppure accade a Bologna che una grande compagnia di assicurazioni decida di legare un po’ della sua immagine alla ristorazione, alla cucina, a un locale posto in una specie di balena a cavallo della via Stalingrado, zona fiera.
Adesso tocca a Leoni ma la sua storia fa ben sperare anche se è un po’ cavallo pazzo ma senza un rametto di pazzia da entrambe le parti questa operazione non sarebbe mai partita.
Adesso il giudizio passa al pubblico, alla cucina e alla tavola.

Commenti

  1. [1] egio

    Girando sabato sera per una Bologna piena di gente per la notte bianca dell’arte, con i negozi aperti, le gallerie vive, con Palazzo Pepoli come nuovo e moderno museo della città nel suo cuore antico, mi son detto che c’è qualche speranza. Poi, ripensandoci a freddo, la paura che tutto si riduca a 48 ore all’anno, mi ha un po’ preso… Tornando a casa mi son fermato a dare un saluto a Marcello e a brindare con lui alla sua nuova avventura. Il locale è sensazionale, più nuiorchese che bulgnais; anch’io temo la reazione dei bolognesi, speriamo che sappiano meritarsi posti del genere…

    30 gennaio 2012 alle 11:14 |
  2. [2] zorzi

    A Bologna manca la voglia di novità, il gusto del rischio. Poi oggi costruire un ristorante da 12 milioni di euro non mi sembra una operazione contemporanea. In ogni caso in bocca al lupo a Leoni. giorgio

    1 febbraio 2012 alle 10:50 |
  3. [3] xman

    La sinistra avrebbe avuto tanti modi di promuovere il progetto di mondo migliore che aveva in mente: biologico, ecosolidale, sostenibile… Invece si candida a classe dirigente del futuro spendendo 12 milioni di euro in un ristorante. Sono io che non capisco o è D’Alema il fine stratega? Comunque a questo punto auguri a Leoni

    2 febbraio 2012 alle 14:50 |

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