L’uomo che parlava alle vigne


Cappellano 1870
via Alba, 13
Serralunga d’Alba (CN)
Tel. 0173 613103
Ritorno ancora una volta a Serrallunga. Non credo che smetterò mai di tornarci qui. Ogni tanto mi prendo qualche cotta, faccio una conoscenza più approfondita di qualche grande territori vinicolo del mondo. Però c’è sempre bisogno di tornare a casa. Serralunga è un rifugio sicuri dalle intemperie e dalle mode veloci e scostanti. Qui il Nebbiolo matura e si racconta con ritmo e poesia mescolati a forza balsamica e rigore architettonico. Serralunga ti costringe a sederti a prenderti una pausa per seguire il discorso. Le radici della vite affondano nel gesso giallo compatto di 15 milioni d’anni. Solo una mano delicata ed una mente funambolica possono consentire al Nebbiolo di parlare con grazia e eloquenza. Qui non serve urlare, anzi. Un piglio troppo aggressivo e i tannini si irrigidiscono, diventano omertosi si arrocano, come i prigioni di Mighelangelo.

Nel cuore di Serralunga in Gabutti, uno dei cru storici, ci sono tre ettari coltivati da Augusto Cappellano, figlio di Baldo – Teobaldo Cappellano, scomparso nel 2009. Qui il Nebbiolo ha quasi settanta anni ed una parcella dal 1989 è stata piantata senza il porta-innesto. Vigne libere, su terreni inerbiti, senza essere condizionate da cimature o trattamenti chimici e Augusto che le segue con amore. Quando lo scorso inverno il vigneto di Barbera Gabutti è stato investito dalla grandine e dagli smottamenti mi ha detto: “sono andato in vigna, ho visto cosa era successo ed cominciato a piangere come un bambino. Adesso devo fare qualcosa per loro, ma non sarà facile e non costerà neanche poco.”

Nel 1999 suo padre fermenta e pone la Barbera in grandi fusti cilindrici di rovere di Salvonia dove matura per dieci anni esatti. Poco prima dell’imbottigliamento nel 2009, Teobaldo me la fece assaggiare e mi disse: “vieni ti faccio assaggiare una cosa.”  Vidi il colore molto acceso, un rubino con un unghia granata trasparente. Il naso era profumato di rose selvatiche e ginestre sui prati e la terra gialla della Langa. Il ribes e il melograno si anno largo al punto che ancora oggi mi fan venire sete. Guardo Baldo e vedo Augusto che col naso nel bicchiere mi sorride e sorridendo anche io dico: “il naso è quello di un nebbiolo fresco, teso, croccante un po velato dalla volatile adesso”. Loro, padre e figlio, sorridono e non cambiano espressione. Assaggio il vino: ancora succo di ribes e melograno che mi destano e dico subito: “troppo fresco, troppo croccante per un nebbiolo, però la sapidità è scioccante che disseta!” Augusto è felice e mi dice: è una Barbera!


Commenti

  1. [1] benvenutoatavola

    Un ritratto di una persona così è un gran bell’inizio!
    Grazie

    28 novembre 2011 alle 09:43 | Rispondi

Lascia un commento

Ultimi articoli

lavoro
cercasi Cuoco a tempo indeterminato e cuoco per corsi di cucina

Bellissima risposta a questa nuova rubrica. Al primo appello di BACHECA LAVORO hanno risposto… >>

brownies 0
Brownies (senza farina)

Una ricetta che sconvolge ogni regola di pasticceria, che dimostra che fare… >>

966297_10151574130089437_1860327619_o
Antonino Cannavacciuolo: un altro chef in tv

Dopo la Terra dei cuochi, verrebbe da dire che ad Antonino Cannavacciuolo,… >>

Taken and processed with Cameramatic app.
cosciotto di agnello ripieno di carciofi

Approfittiamo degli ultimi carciofi, piccoli ma saporiti, e proviamo questa ricetta dello… >>

DSC_0310
La Poesia del mare

Se si arriva a notte fonda il mare, a cui è intitolata,… >>