Il servizio pessimo di un buon ristorante



Fu 1088
375 di Zhengning Road
Shanghai, China
Guardate che non si spende meno di 150 Yuan” ci dice un signore vestito di scuro che dovrebbe essere il maitre ma che non si comporta da maitre ma da guardia giurata.

Siamo appena entrati al numero 375 di Zhengning Road, nessuna insegna all’ingresso indica che sia il ristorante Fu 1088 di cui si dice un gran bene, ultimo a recensirlo il New York Times nella sezione Travel del 20 dicembre.

La palazzina del ristorante ha tre piani e secondo l’usanza cinese non esiste una sala comune ma singole stanze, più o meno grandi, dove si mangia, praticamente tanti privè.
L’arredamento degli ambienti è tutto in legno scuro Anni 30′, la prima sala, dove il maitre ci ha fermato, sembra una sala da pranzo borghese col pianoforte.

Saliamo al primo piano e ci fanno entrare in una stanza apparecchiata per quattro, un italiano troverebbe questo un modo del tutto inusuale di stare al ristorante.

Ci portano il menù e la carta dei vini, chiediamo un aiuto al maitre che si schernisce e non dice parola, allora ci arrangiamo e scegliamo tre tipologie di dim sum: Dumpling di sesamo fritti riempiti di polpa di granchio, si tratta del granchio peloso, hairy crab, che in questa stagione è una prelibatezza, Pasta sfoglia ripiena di manzo e curry e dei classici Wonton di  maiale con verdure.

Come zuppa ne ordiniamo una di fagioli di soia con maiale.
Il pesce è nel nostro caso un piatto per amanti del genere, una Testa di pesce sfilettata in brodo ridotto in gelatina, una consistenza che i detrattori definirebbero viscida, piatto gustoso ma per pochi.
Come carne delle Spuntature di maiale fritto in salsa sweet & sour, spettacolose, il piatto più divertente e buono della giornata, un classico della cucina cinese.

Per essere politicamente corretti abbiamo preso anche un piatto di verdure di stagione saltate in padella.
Tè al gelsomino come bevanda iniziale e poi un Merlot australiano, Rosemount 2009.
La scelta dei vini, per altro, era limitata a uno Champagne, uno Chardonnay australiano e quattro vini rossi australiani.
Ma le stranezze non sono finite.
Noi mangiavamo con la porta chiusa, le cameriere bussavano prima di entrare, i piatti e le posate sporche non sono mai state cambiate e mentre aravamo alla seconda portata appena iniziata è entrata una cameriera col conto, Yuan 966, circa € 116.
Evidentemente il cuoco e il maitre avevano fretta di andare a casa.

Una cucina saporita, la qualità dei cibi è stata eccellente, ma il servizio pessimo.
Giudizio confermato al termine del pranzo quando abbiamo aperto la porta della nostra saletta cercando qualcuno del personale, siamo scesi, abbiamo attraversato la reception, nessuno ci ha salutato e siamo usciti diretti alla fermata della linea 11 della Metropolitana.

Diariodiviaggio

Commenti

  1. [1] Elisia Menduni

    Arredo agghiacciante.. Non sarei riuscita a resistere in quella stanzetta alla Rosemary baby…

    20 dicembre 2011 alle 19:03 |
  2. [2] Elisia Menduni

    questa idea di Europa (arredi e piatti) così “altra”, fredda e formale… quella stanza col piano la sognerò stanotte. In uno dei miei soliti incubi!

    20 dicembre 2011 alle 19:04 |
  3. [3] leo

    Elisia, ricorda un po’ anche le sale del Overlook Hotel di Shining ! :-)

    Stupisce nella rece del NYT la frase “Service is very courteous and highly efficient.” e la totale assenza di una citazione per la scarna (?) lista dei vini, mah !

    20 dicembre 2011 alle 19:12 |
  4. [4] Giulia Marruccelli

    Pensa se toppavano con lo sweet&sour!!!!

    20 dicembre 2011 alle 20:33 |
  5. [5] Tpt

    L’alternativo piace se è migliore. Non è questo il caso, direi ….

    20 dicembre 2011 alle 21:56 |
  6. [6] Simone B.

    …….al pianista avevano già sparato…….. :))

    21 dicembre 2011 alle 08:41 |

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