Il Gatto sul mare che scotta
Via Cavour 2
74123 Taranto
aperto tutti i giorni,
tranne il lunedì, a pranzo e a cena
ferie: le prime due settimane di settembre
tel. 099 4529875
Qui anch’io cerco pace e ristoro, ai miei soliti tavoli, sempre quelli: l’ultimo a destra in veranda, a inebriarmi di fresca brezza del Mar Piccolo nei giorni di canicola, o quello più vicino alla cucina, all’interno, se freddo e umido incalzano e mordono. Qui non si dispensa cucina di mare ma “il” mare, la prepotenza dei suoi profumi e la freschezza intatta dei suoi sapori: pregiati gamberi violetti dello Jonio, cozze e ostriche tarantine, pescatrici, saraghi, spigole e tutte le altre prelibatezze portate qui direttamente dai pescatori nel corso della giornata, attraversano quasi indenni le cotture rispettose e delicate di papà Rino, mamma Elisa e il figlio Agostino, per trasformarsi in piccoli e autentici capolavori di cucina marinara, di quelli che non t‘ingannano ma ti lasciano ogni volta incantato, ogni volta a chiederti quale sarà il segreto di tale, immutata, autentica bontà.
L’atmosfera tipica da trattoria è stata nel tempo stemperata e modernizzata dall’ambizione e dalla passione di Agostino Bartoli che ha traghettato nel presente una bella storia iniziata dai nonni a metà del secolo scorso: paffuti calici, ceramica king size, candido tovagliato e illuminazione di buon design hanno preso il posto di anonimato e patina fanè; frutta, colori e nuovi sapori mutuati con moderatezza e misura dalle mode correnti accompagnano timidamente l’eccellente materia prima con risultati convincenti; blog e social network aiutano a diffondere novità ed eventi tra i più pigri a recepire il mutamento.
Si può decidere, come faccio spesso io, di lasciarsi andare alla indimenticabile esperienza del tutto crudo d’incontestabile freschezza, perdendosi tra carnosi violetti dello Jonio, umorose ostriche, cozze nere e pelose, ricci e tartufi di mare, bagnati dal profumato e gelato nettare di un Fiano Minutolo, vitigno autoctono recuperato di recente con impensato successo, oppure cedere alle lusinghe di classici maison come le linguine alle vongole locali, i mezzi paccheri al sugo di pescatrice, le mezze maniche con ventresca di tonno, oppure buttarsi a capofitto sulla croccante ed eterea frittura di pescato del giorno, sull’inossidabile guazzetto di totanetti su purea di fave, su tranci di pesce d’amo in guazzetto, dal tocco lieve appena irrobustito da un memorabile olio, lo stesso da cinquant’anni a questa parte, frutto del secolare uliveto di famiglia in agro di Maruggio, a pochi chilometri da Taranto.
Si finisce dolcemente con alcuni golosi dessert preparati personalmente da Agostino, sinceri e diretti come il resto delle proposte, ma che non distraggono dal pensiero che nel frattempo vi ha invaso testa, pancia e cuore: quello della prossima occasione, la più vicina possibile, per tornare a farsi graffiare dal Gatto Rosso.
- L’insegna
- La sala interna
- Particolare della veranda esterna
- Riflessi sulla vetrata verso l’esterno e a destra la pulitura delle seppie
- Mamma Elisa, Agostino e papà Rino
- Totanetti in guazzetto su purea di fave
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bel racconto!
me lo sono appuntato per l’anno prossimo, d’estate
Grazie