Cartoline da NYC



Mà Pêche
15 West 56th Street
New York

Motorino East Village
349 East 12th Street
New York

Kajitsu
414 East 9th Street
New York

Burger Joint
119 West 56th Street
New York

Hall – Hudson Hotel
356 West 58th Street
New York

Keens Steakhouse
72 West 36th Street 
New York

Che città New York.
Unica.
Ci puoi trovare tutto e il contrario di tutto. Anche in campo ristorativo.
Forti questi yankees.
Liberi dagli schemi, liberi da tutto, anche dall’amato/odiato km 0.
Vuoi mangiare vietnamita? Pronti.
Vuoi mangiare giapponese? Prontissimi.
Do you like italian pizza? Quella buona, Napoli style? Oggi trovi pure quella.
Basta sapere impostare bene il tom-tom di gola, come in tutte le grandi città del mondo. Perché se vai a casaccio, o hai gli slip di ferro (tom ford, of course!) o ti piace buttare i soldi.

Prima regola: scordati i locali eleganti, da mille stelle, soprattutto a cena. Spenderai un mucchio di dollaroni e difficilmente mangerai come nei locali europei, almeno sulla carta, di pari livello. Non pensare di trovare il tuo Massimo Bottura sulla 5°, lascia proprio perdere. Meglio cercare locali alternativi, no frills, tutta sostanza.

Come Mà Pêche sulla 56th street, l’ultima creazione della star David Chang.
E’ l’unico ristorante momofuku fuori dall’east village, situato all’interno del Chambers Hotel, così come il Milk Bar, guidato dalla Chef di pasticceria Christina Tosi (e di cui potrete assaggiare qualcosa anche seduti al tavolo). Cucina franco-vietnamita, roba tosta, in puro stile Chang.

Al terzo giorno ti viene nostalgia del Bel Paese?

Al rogo la pizza con l’ananas e i peperoni, gommosa e alta 30 cm! La rivoluzione parte anche da Motorino: io dico che è difficile trovare una pizza così buona anche in Italia (eccezion fatta per Napoli, of course). Anche il Tiramisù fa il suo dovere e l’operazione nostalgia è portata a compimento.
Ci asciughiamo le lacrime e passiamo al livello successivo.

Se parliamo di vero japanese food, cenare al bancone dello chef da Kajitsu è un qualcosa da non mancare. Viene servita cucina Shojin, una cucina antica giapponese sviluppato in monasteri buddisti Zen. Seguendo il principio buddista di non prendere la vita, la cucina Shojin non fa uso di carne o pesce. Solo verdure di stagione, legumi, erbe, semi e cereali, scelti al momento della stagione che meglio riflette il loro sapore. Una vera e propria immersione nell’atmosfera giapponese, a km e km di distanza.
Cucina decisamente non urlata, molto molto sottile. Non tutto gustosissimo come ci si aspetterebbe, ma è una iniezione di Giappone direttamente in vena. Provate anche i saké, potrebbero valere il prezzo del “biglietto”.

Si conferma anche e soprattutto a New York l’attenzione della grande hotellerie verso la ristorazione. L’abbiamo visto con il nuovo locale di Chang, tutti gli alberghi fanno la corsa a proporre qualcosa di qualità.

Ma non sarebbe New York city se non riservasse sorprese dietro ad ogni angolo, in questo caso lo sorpresa è celata dietro a una tenda. Infatti è proprio dietro una tenda rossa del serioso Parker Meridien che si nasconde un folle locale come questo. Uno stargate dalla hall del Parker per entrare in un’altra dimensione: la sensazione è questa. Burger Joint: hamburger, cheeseburger, immancabili patatine fritte. Basso prezzo, alta resa perché effettivamente il prodotto c’è. C’è ancora di più l’atmosfera. In sostanza un luogo da provare per un pranzo veloce.

Molto più fashion la proposta dell’Hudson Hotel con la sua Hall. Difficile da individuare questo hotel anche se ci si passa davanti, l’interno è però veramente d’effetto. Bypassate il bar arredato da Starck e dirigetevi verso il ristorante. Una cucina a vista per le preparazioni express, un bancone lungo dove vengono esposte le mini-porzioni. Una sorta di tapas all’americana. Solo prodotti Bio, assolutamente locali. Bella la location, buona la cucina, davvero intelligente la proposta, semplice, diretta e intelligente.

Capitolo carnazza: vuoi andare negli States e non mangiare almeno una bistecca da Kilo?? Sia mai!

Le steakhouse non mancano in giro per Manhattan e mediamente la carne si mangia piuttosto bene ovunque, il classico salvagente quando non si sa cosa scegliere nel menu. Noi ci siamo infilati in questa: Keensche a parte permettervi di mangiare con la più grande collezione di pipe del mondo sopra la testa, propone come specialità la Costoletta di montone e un Filet mignon davvero buono.

Ci sarebbe anche un altro indirizzo da non perdere, un candido locale sulla 6a strada…….
Ma Sotohiro Kosugi merita un capitolo a parte…..Stay Tuned!

That’s all folks!!

N.B. A tutti i prezzi che potrete trovare sui siti internet, bisogna aggiungere un 15-20% di mancia-servizio. E’ bene tenerlo a mente calcolando il budget di spesa.

a cura di Passionegourmet

Commenti

  1. [1] Lorenzo

    bello, bello bellissimo :D sarò a NY nel mese di gennaio e mi serviva proprio qualche dritta e qualche consiglio goloso per non perdermi nella città..e sicuro mi ci perdo :D

    28 novembre 2011 alle 03:44 |
  2. [2] Delicatessen

    Mmh Ma Peche e’, a mio modesto avviso, l’anello debole del piccolo impero di David Chang. Lo dimostra il fatto che il locale e’ spesso “vuoto” e si prenota con gran facilita’ la cena di gruppo “speciale” di sette portate di manzo (beef 7 ways), mentre le attese per la cena “bo ssam” (maiale) al ssam bar o per quella “fried chicken” al noodle bar sono pressoche’ infinite …
    Motorino purtroppo ha chiuso la location originale a Brooklyn (l’edificio non era piu’ sicuro) e il nuovo ristorante a Manhattan (subentrato a Una Pizza Napoletana) non e’ all’altezza dell’originale. Meglio, sempre a mio modesto avviso, Forcella a Williamsburg o Keste’ su Bleecker Street a Manhattan ….

    28 novembre 2011 alle 06:50 |
  3. [3] Roberto B.

    Grazie ai primi commentatori!
    Questo post è una sorta di “amarcord” riferendosi a una visita di qualche mese fa (che per nyc è una eternità)
    Per questo invito tutti a lasciare qui aggiornamenti e segnalazioni di altri locali da non perdere a NYC!
    Grazie!

    28 novembre 2011 alle 17:54 |
  4. [4] Dora

    Natale a New York, non è un film ma la mia prossima tappa :) avrebbe qualche indirizzo buono, a basso costo, dove andare?

    28 novembre 2011 alle 18:44 |
  5. [5] alex

    Ci sono stata ad agosto e oltre a fare la spesa (ero in appartamento) ho girato un pò per ristoranti &co. Ottimo il Blue Hill -75 Washington Sq. (possiede una propria fattoria in campagna, quindi i prodotti sono auto-prodotti dalla verdura alle carni, formaggi ecc.) Peter Luger per le steacks alte, morbide e succose – 178 Broadway-Brooklin
    il Blue Ribbon è sushi bar, panetteria, ristorante, è Blue Ribbon Market…vari locali dislocati in giro per la città…il ristorante storico si trova al 97 di Sullivan Street (aperto fino alle 4 di notte e frequentato da chef di altri ristoranti proprio perchè aperto fino a tardi)
    Consiglio Chelsea Market (ex biscottificio) mercato, pasticceria, libreria, panetteria ecc.. Lobster House per pesce e crostacei da acquistare o mangiare sul posto (Astice cotta al momento 15$ e ostrice da 1-1,20$ al pezzo).
    Alex

    29 novembre 2011 alle 00:27 |
  6. [6] Giacomastro

    Io sono stato già 3 volte a distanza di due anni, in 3 periodi diversi e mi sono trovato molto bene da Morimoto nel Meatpacking..
    Altre segnalazioni, oltre al solito Shake shack per l’hamburger, consiglio un pranzo da Delicatessen o Balthazar a Soho.
    Per una cena alternativa straconsiglio La Esquina che si trova al 106 di Kenmare Street.

    29 novembre 2011 alle 10:40 |
  7. [7] Alby

    Ciao a tutti,quoto per la pizza Kestè,ottimi hamburger a Shake Shack,italiano vero e a prezzi modici Trattoria Bianca (Bleecker St.)un consiglio godurioso è Peanut Butter & Co.vicino a Washington Square,se provate questo burro di noccioline quelli del supermercato vi sembreranno spazzatura(breakfast/lunch).Quoto anche Balthazar o Pastis per un ottimo brunch o una cenetta…Se andate in periodi caldi non disdegnate lo Street food soprattutto sulla 6…davvero cheap&chic…un saluto.

    1 dicembre 2011 alle 20:42 |
  8. [8] Isaetta

    Io segno tutto e poi a Natale provo. Un consiglio, mi piacerebbe andare da Nobu, vale la pena o c’è di meglio? Grazie in anticipo!

    3 dicembre 2011 alle 10:22 |
    • [] Foodster

      Prova blu ribbon sushi the best…

      Per pizza pizza Roma o keste on bleecker street

      10 dicembre 2011 alle 18:12 |
  9. [9] Inviati GG New York

    Isaetta a nostro avviso Nobu non vale la pena per la spesa. Se vuoi provare altre cose della cucina giapponese consigliamo Yakitori Totto a Midtown (attenzione: lo yakitori autentico e’ una esperienza da fare ed e’ ben lontana dalle versioni “commerciati”): yakitori appunto e antipasti notevoli (su tutti daikon grattugiato, fiocchi di pesce disidratato e uovo di quaglia crudo). Purtroppo c’e’ sempre da aspettare e non prendono prenotazioni, per cui bisogna presentarsi, lasciare il nome e numero di telefono, si va da qualche parte a fare drinks e poi loro ti chiiamano (un’ora di media di attessa). Anche Soba Totto (stesso proprietario) in zona Grand Central non e’ male e meno affollato. Li’ vicino c’e’ anche Sakagura, altro gran posto con anche qualche piatto di sushi e location fantastica (si passa dall’atrio di un edificio a uffici e si scende nel sotterraneo). I migliori Ramen noodle sono da Ippudo vicino a Union square ( file lunghissime ma ne vale la pena e non dimenticarti dinordinare il pork bun come antipasto) ma anche da Totto Ramen a midtown west (idem per le file). E infine ti segnaliamo anche Takashi nel West Village. Tutti i ristoranti hanno siti belli e aggiornati e ti puoi fare una idea dei prezzi e dei menu. Enjoy!

    4 dicembre 2011 alle 22:32 |
  10. [10] Foodster

    Perdonatemi ma quest articolo sembra scritto 4 anni fa…senza offesa….NY e una città dove cambiano gusti sapori e ristoranti ogni 5 mesi…citare sempre gli stessi posti quando ce ne sono di nuovi e migliori e un eresia..gli italiani un vacanza devono vivere più come newyorkers che come turisti visitors!

    Burger: snack shak, joy burger, minetta tavern, spotted pig, soho park
    Pizza: napoletana Keste e romana Pizza Roma (autentiche italiane nei prodotti, nell’ambiente e nelle persone che ci lavorano),
    Varie: the lion, babbo enoteca, standard grill, minetta tavern, bar pitti, artusi, Dellanima, buvette, Mercer kitchen
    Asiatici: Mr. Chow, Indochine, bluribbon sushi, omen sushi

    Brooklyn: Aurora, roberta’s pizza, marlow and sons,

    10 dicembre 2011 alle 18:10 |

Lascia un commento

Devi effettuare il login per commentare. Se sei un nuovo utente, devi prima registrarti.
E’ facile e gratuito.

La Sacher di Demel

Vienna a giri di valzer di Roberto Bentivegna

La città della musica, dei mille caffè, di Klimt e… >>

Aamann's, il vassoio del pane

Non si vive di solo Noma a Copenaghen, o forse sì? di Alberto Cauzzi

Nella mia tre giorni di scorribande in terra vichinga ho… >>

cielo NYC

Cartoline da NYC di Roberto Bentivegna

Che città New York. Unica. Ci puoi trovare tutto e… >>

Le masénéte, le femmine dei granchi piene di uova, che si mangiano con il coràl

Padova Street Food di Giulia Marruccelli

Passeggiare liberamente nel cuore di Padova è sempre più una… >>