Curry Wurst Report
Karl-Marx-Platz 9-11
Berlino, Germania
Tel. +49 030 6872004
Konnopkes
Schönhauser Allee, 44a
Berlino, Germania
Tel. +49 030 4427765
Curry Würst Museum
Schützenstraße, 70
Berlino, Mitte, Germania
Tel. +49 030 88718647
Curry 36
Mehringdamm, 36
Berlino, Germania
Tel. +49 030 2517368
Tornerò a Berlino per mangiare meglio e con più tempo, e allora vi racconterò di ristoranti e osterie. Ma questa volta perdonatemi: il racconto è “insaccato” e concentrato nell’avventura della ricerca del miglior würstel in città. A chiunque chiediate qual’è il piatto simbolo di Berlino la risposta è sempre quella: il Curry würst, ovvero un würstel morbidoso tagliato, cosparso di Ketchup e con una spruzzatina di curry sopra, servito su un piattino di carta e consumato come fast food. E’ dura, ma provo una decina di würstel e torno. Il freno salutista non ha vinto anche questa volta. Ho cliccato yes all’acquisto del volo, ho avvertito chi mi ospita del mio arrivo, e sono partita per assaggiare i migliori würsteloni a Berlino.
Innanzi tutto decido di partire da una delle migliori macellerie in città. Voglio cercare innanzitutto di capire che tipo di würstel è il migliore per il Curry Würst. Marcus Benser, macellaio di periferia, grande norcino e artigiano pluripremiato, cerca di convincermi che inizialmente e originariamente a Berlino si mangiava prevalentemente il Blutwürst, ovvero un salsicciotto di sangue e grasso cotto, come un sanguinaccio. Il benvenuto in macelleria è di fatto una sorta di cappuccino di sangue che mi fa rimpiangere questa idea del viaggio tematico. Sì quei due secchi di sangue di maiale appena sgozzato sono il cappuccino berlinese che ho dovuto gustare (incalzata da Marcus) come drink di benvenuto.
Con gli anni i tedeschi hanno preferito la Weisswürst, tipica salsicciotta di Monaco, bianca, di maiale e vitello, con cipolla e aglio, il classico Frankfurter, affumicato, lungo, tenero e tipico di Francoforte e un würstel medio, di media consistenza, non affumicato, di budello non sempre naturale e dall’impasto dubbio. E’ un po’ il colmo che il piatto tipico di Berlino, il Curry würst, sia a base di un würst medio, con una salsa americana e con una spezia indiana! Sono pazzi questi berlinesi!
Marcus mi dà qualche dritta e proseguo. A voi consiglio di far la spesa, perché di würst così buoni non ne ho mangiati più qui a Berlino (e altrove, mi sa).
Si parte dall’Imbiss number one, il Kommopkes: il primo, lo storico, quello che ha resistito alla guerra, quello di proprietà della stessa famiglia dal 1930. La famiglia Ziervogel sostiene che negli anni del muro quando il ketchup si vendeva all’ovest in cassoni di plastica enormi, loro inventarono per necessità un loro ketchup, aggiungendoci un mix di spezie. Da allora una versione leggermente più liquida e più acida inonda le vaschette piene di tocchi würsteloni (segreto ancora oggi). Il chiosco incastrato sotto le rotaie della metro che scorre sopra Schönhauser Allee ci piace. Würst ben cotto e saporito, grasso come poco altro al mondo.
In giro seguo dei meravigliosi soggetti che hanno un’imbracatura addosso che cuoce il würst, scalda il pane e prepara del Curry würst da asporto. Sembra una gru, un airone che col becco prepara il panino.
Prima di scovare quello che decreterò il migliore Curry würst in città, decido di vistare anche il Curry Würst Museum, un colorato e interattivo spazio nel quale imparo il nulla della tradizione di questo piatto. Pur divertendomi con i video giochi e comprando un bellissimo kit di carta per portarmi in Italia il mio chioschetto berlinese di würst, scappo. Ammetto che non ci riconosco una grande differenza tra un chiosco e l’altro, fino a quando non approdo al Curry 36, la migliore scelta di patatine annesse, ma soprattutto tipologie di würst differenti: speziate, col cumino, piccanti o affumicate. Davvero non male.
Passo da Charlottenburg, a vedere la targa dedicata a Herta Heuwer una delle molte presunte inventrici del curry würst berlinese. La diatriba è abbastanza complessa visto che molti rivendicano la paternità di questo “nonpiatto” senza identità. Ma pare che Herta sia la più accreditata.
Una due giorni a 100 euro (complessivi) per trovare il miglior curry würst di Berlino.
- Capuccino di sangue da Marcus Benser
- sul banco di Marcus Benser
- Curry Wurst
- Konnopke’s
- Curry 36
- Kit Curry würst
- Curry würst dream
- Lapide Herta Hewer
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COMPLIMENTI!!!!!!!!
Grazie, un amante di Bach, come primo commento è una bella benedizione
100 euro per due giorni, più i quattro successivi di disintossicazione? Bello, mi hai fatto venire voglia di andare/tornare a Berlino.
più di quattro…
Bella Berlino e bello questo articolo berlinese.
Il curry wurst vale il viaggio (?) ma se si passa dalla città (anche per poche ore) un giretto al sesto piano (quello gourmet) del grande magazzino KaDeWe è d’obbligo.
Era una missione… sono una pazza, perdonami! Nell’anno nuovo ci torno prometto: faccio tante tappe più “alte” e buone. Mi piaceva partire dal basso!
Perdono… e da amante di Berlino aspetto (buone) nuove tappe berlinesi. :)
Ciao,
avete provato http://www.currywurs.it/il-menù a Roma?
Sul sito c’è anche un riferimento al mangiare “slow” e assicurano un’ottima qualità ma prima di provarlo vorrei sentire qualcuno…!
provato.. NON male. Appena riesco lo recensisco. Grazie del Pro Memoria
ciao elisa. che saudade che mi hai fatto venire.
aggiungo una cosa: Berlino non è Berlino senza il mercato turco del sabato a Kreuzberg.
cucina turca e creola. manghi a 1 euro al chilo. borek turchi da chiudere gli occhi e sognare.
ti leggerò!
A me il blutwuerst con cipolle puré di patate e apfelmousse (mousse di mela) innaffiato da qualche kolsh piace proprio tanto….
Concordo su Curry 36. Un’altra marcia rispetto agli altri… E che patatine! :-)
Provato oggi l’imbiss Ku’ Damm 195.
Un curry wuerst notevole e verace, nonostante la location altolocata potesse far pensare a una versione annacquata. Da provare
grande Roberto!
Grande il tuo reportage. Di cui non sapevo, per cui immaginati la sorpresa quando stasera, reduce da Berlino, ho potuto finalmente leggere bene la GG…
Grande Elisia! Credo che iniziare la giornata con un doppio cappuccino al sangue di maiale sia stato soprattutto un esercizio di disciplina, un modo per dimostrare – e dimostrarsi – che essere professionisti significa poter assaggiare davvero tutto, se a spingerci è la curiosità. Troppo facile, recensire prelibatezze…. :-)